“Ho sbagliato a partecipare a queste attività”: Larysa Moskalenko si pente e confessa tutto. La velista olimpionica ha ammesso di avere avuto un ruolo all’interno dell’organizzazione che gestiva una tratta di bambina contesi: avrebbe incontrato “per caso” una persona in grado di fornirle alcune armi utili per il gruppo, ma poi non sarebbe riuscita ad ottenerle: “Non ho procurato armi”.

L’atleta ucraina coinvolta il 31 ottobre nell’operazione Caronte, ha negato di aver preso parte ai rapimenti dei bambini, contesi dai genitori  separati tra il Nordafrica e il Nord Europa e portati nei paesi di origine dai padri. La confessione della Moskalenko le è valsa però la scarcerazione: la donna si era presentata al processo claudicante, ufficialmente per colpa di una sciatalgia, ma rumors dicono che possa avere subito violenze da parte delle altre detenute. Il gip Nicola Aiello ha deciso per la Moskalenko potrà andare ai domiciliari, poichè si sono affievolite le esigenze cautelari per le ammissioni fatte dall’atleta.

LE FOTO DELL’ATLETA ARRESTATA PER LA TRATTA DI BAMBINI CONTESI