Corteo a sostegno di Di Matteo e dei magistrati

Corteo di solidarietà a Palermo a sostegno dei magistrati della Direzione distrettuale antimafia e del sostituto procuratore Nino Di Matteo, oggetto di minacce da Totò Riina nelle ultime settimane. La manifestazione, denominata “Mai più accordi Stato-mafia. Noi sempre con i magistrati della trattativa” è partita da piazza Politeama, diretta al palazzo di giustizia ed è stata organizzata da cittadini, associazioni antimafia, e organizzazioni sociali, politiche e sindacali. L’iniziativa è partita su Facebook e si è svolta in contemporanea con altre città d’Italia.

“A noi le beatificazioni non interessano, difendiamo i magistrati da vivi” si legge su un cartello del corteo attraverso il quale i manifestanti hanno espresso “profonda preoccupazione per il timore che dietro i rabbiosi messaggi di morte di Totò Riina si nasconda una strategia più ampia ed oscura, che impone un’attenzione alta e permanente”.

Tra le centinaia di persone presenti anche l’ex magistrato Antonio Ingroia, leader di Azione civile, che ha detto: “Non penso sia Totò Riina ad avere più paura del magistrato Nino Di Matteo, ma sono tutti gli impuniti e responsabili delle stragi del ’92-93 e della trattativa, mandanti a volto coperto che purtroppo non sono ancora stati individuati, perché coperti dalla politica che ha ostacolato in tutti i modi la procura di Palermo in tutti questi anni”.

Alla manifestazione è intervenuto anche il sindaco Leoluca Orlando: “Noi siamo convinti che la trattativa Stato-mafia ci sia stata e non si possono accettare queste vigliacche minacce che vengono dai capimafia e che ci fanno schifo. Il presidente Napolitano dovrebbe dare un segnale forte, accettando di dare il suo contributo all’accertamento della verità, anche incoraggiando coloro che la stanno cercando”.

Nino Di Matteo ha voluto ringraziare tutti i cittadini che hanno preso parte alla manifestazione, prima di ritornare al palazzo di giustizia: “Ringrazio le associazioni e i cittadini, gli studenti e gli operai presenti che evidentemente hanno sete di verità e giustizia, sono loro lo stimoli migliore per andare avanti, tutto il resto non conta. Noi cercheremo di continuare a fare il nostro dovere consapevoli che il nostro é un ruolo di servizio. Queste manifestazioni spontanee sono importanti anche più dei silenzi”.

“Il magistrato politicizzato é un altro tipo di magistrato – ha poi aggiunto – non quello che sente il bisogno di venire tra la folla per ringraziare di fronte a queste manifestazioni”.

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