si insedia il neo prefetto di palermo de miro

Una delegazione del Consiglio Superiore della Magistratura, guidata dal vice presidente Michele Vietti, è stata oggi a Palermo per manifestare solidarietà ai pm oggetto di minacce e per verificare gli interventi messi in campo dopo le intimidazioni.  Con un equivoco di fondo: non ha incontrato i magistrati oggetto delle intimidazioni.

La delegazione, a nome dell’intero Consiglio, ha testimoniato ”piena e convinta solidarietà a tutti i magistrati impegnati nel contrasto alla criminalità anche a rischio della propria incolumità personale, esprimendo vivo ringraziamento e apprezzamento per la fondamentale opera di presidio della legalità quotidianamente svolta”. Il Csm a Palermo ha incontrato il presidente della corte d’appello, Vincenzo Oliveri, il procuratore generale, Roberto Scarpinato, il presidente del tribunale, Leonardo Guarnotta, il procuratore della Repubblica, Francesco Messineo, il presidente della sezione per le misure di prevenzione del tribunale di Palermo, Silvana Saguto al contrario di Di Matteo, Tartaglia, Teresi e Del Bene.

Una decisione che non ha sorpreso Nino Di Matteo: “Nella delibera del Csm non era previsto alcun incontro con noi, né qualcuno che ha chiesto di partecipare. Ne prendo atto e non sono sorpreso”. Parole alle quali hanno fatto eco le considerazioni di Roberto Tartaglia, condivise da Vittorio Teresi: “Siamo rimasti in ufficio tutta la giornata mi aspettavo che un incontro sarebbe stato chiesto al di là della delibera del Csm”. Amarezza è stata espressa anche dall’altro pm del gruppo, Francesco Del Bene.

Michele Vietti, vicepresidente del Csm a guida della delegazione, ha detto: “Abbiamo incontrato i vertici degli uffici e siamo qui per esprimere vicinanza a tutti i magistrati, noti e meno noti. Se Nino Di Matteo fosse stato qui sarei stato pronto a testimoniargli con un abbraccio la mia vicinanza, ma non lo vedo. Noi non dobbiamo fare chiacchiere, ma fatti – ha proseguito – e cercare di capire se possiamo fare qualcosa per migliorare l’organizzazione del lavoro”. Ai giornalisti che gli chiedevano perché i pm minacciati non fossero stati presenti agli incontri con la delegazione, Vietti ha risposto: “Non siamo noi gli organizzatori”.

Anche l’ex magistrato, Antonio Ingroia, ha commentato quanto accaduto, a margine del corteo di solidarietà ai giudici della Dda, che ha sfilato per le vie di Palermo: “Che il Csm oggi non abbia fatto un’ipocrita visita ai magistrati più esposti che indagano sulla trattativa Stato-mafia è stato più onesto e coerente rispetto a come il Consiglio si è comportato fino ad ora. Purtroppo non sono meravigliato”.