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Promettevano eredità e lasciti, in realtà inesistenti, a parroci e reggenti di monasteri e conventi, chiedendo loro di pagare le spese legali tramite vaglia. Con questa tecnica una banda, formata da sei torinesi, ha messo a segno almeno 30 truffe, per un guadagno di 200 mila euro. A scoprirli è stata la polizia postale, che ha arrestato un giovane di 19 anni e denunciato gli altri cinque componenti dell’organizzazione. I colpi sono avvenuti in tutta Italia.

Le indagini sono scattate la scorsa estate a Torino, in seguito ad alcuni prelievi di denaro contante, anche per ingenti importi, da parte di parroci, suore e istituti religiosi in genere. Dai successivi accertamenti, la polizia postale ha accertato che i beneficiari di alcuni vaglia postali erano sempre le stesse persone. Ad agosto il fermo di V.M., bloccato mentre incassava un vaglia proveniente da un convento di Rieti. La persona fermata confermava di avere agito per conto di altri soggetti.

Un particolare che ha permesso agli investigatori di identificare i membri della banda dedita alle truffe ai religiosi. In manette è finito T.C., italiano di 19 anni. Sono italiani anche i cinque denunciati, tutti di età compresa tra i 29 e i 45 anni. Nelle loro abitazioni sono state sequestrate somme di denaro, materiale informatico e telefonico, schede sim e altra documentazione ancora al vaglio della polizia. La maggior parte del denaro sequestrato, circa 200 mila euro, è stato poi speso dalla banda in giochi d’azzardo on line.