massimo russo dice no all'israelitico di roma lettera al csm per revoca assenso al fuori ruolo

L’ex assessore regionale per la Salute, Massimo Russo, è saltato sulla sedia dopo aver letto le dichiarazioni del presidente Crocetta e del “suo” assessore Lucia Borsellino a proposito della gara da 160 milioni sulle assicurazioni di Asp e ospedali che è stata revocata. Le accuse, più o meno velate, che gli sono state rivolte lo hanno “costretto” a una replica forte.

“Mi auguro che la magistratura accerti la regolarità del lavoro svolto – ha detto Russo – e che anzi indaghi a 360 gradi nel mondo della sanità regionale, magari facendo luce sulla vicenda dell’Humanitas o su altre vicende che riguardano la nomina di qualche primario”.

Le ruggini tra Crocetta e Russo non sono nuove. Il presidente, fin dal suo insediamento, ha dimostrato di soffrire maledettamente l’ombra dell’ex magistrato, uomo forte del precedente governo, il cui lavoro era stato pubblicamente apprezzato in sede nazionale. Lucia Borsellino, ex fedelissima di Russo (che l’aveva valorizzata prima come direttore generale e poi “sponsorizzata” per la nomina di assessore) è stata più volte messa in difficoltà anche sotto il profilo strettamente umano. Da un lato il giustificato orgoglio per un lavoro di quasi cinque anni che l’ha vista tra i protagonisti, dall’altro l’incapacità di dire no alle “pressioni” del nuovo presidente che evidentemente intende guidare la sanità in ben altro modo: dai pannoloni ai punti nascita, dalla rete ospedaliera alla nomina dei manager (non ancora effettuata) fino ad arrivare allo “show” di ieri sulla gara per le assicurazioni che ha provocato la risentita presa di posizione del colosso Am Trust.

Ieri Crocetta è sembrato perfino “sferzante” nei confronti di aziende che hanno rilevanza mondiale e quotate alla Borsa americana, contestando i costi e il lavoro preparatorio del broker che ha portato all’emanazione del bando.

Massimo Russo questa volta è meno diplomatico nel difendere il proprio operato di assessore del precedente governo (e quello della Borsellino direttore generale che non era certo estranea alla definizione della gara).  “Prima di parlare bisognerebbe essere bene informati, anche se l’assessore Borsellino conosce benissimo queste carte: forse avrà cambiato idea su tante cose, non è la prima volta che accade”.

Sugli aspetti tecnici, l’ex assessore si limita a dare delle cifre che spiegherebbero ampiamente il senso della gara. “È vero che l’80 per cento dei sinistri è inferiore alla soglia dei 150 mila euro ma il restante 20 per cento supera di molto l’ammontare di quelli sotto franchigia. Conti alla mano, il risparmio sarebbe stato di circa 24 milioni di euro in tre anni».

Al di là della vicenda specifica, l’ennesima, è evidente come sul settore della sanità – quello che assorbe la maggior parte del Bilancio regionale e che “politicamente” è considerato l’assessorato più importante – questo Governo sta cercando di differenziarsi completamente dalla precedente gestione, che pure aveva fatto bene azzerando un deficit di 700 milioni di euro.