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Dieci immigrati del Cie di Ponte Galeria sono in sciopero della fame: pur non avendolo dichiarato ufficialmente, è da ieri mattina che non ritirano i pasti. Lo riferiscono i collaboratori del Garante dei detenuti del Lazio Angiolo Marroni ricordando che ieri nove di loro (5 tunisini e 4 marocchini) si sono cuciti la bocca per attirare l’attenzione dell’opinione pubblica sui lunghi tempi di permanenza e sulle condizioni della struttura. Alla protesta oggi si è aggiunto un altro immigrato di cui non si conosce la nazionalità. Al momento otto di loro stanno incontrando nella saletta del giudice di pace la delegazione del Senato in visita al centro.

“Quella di Ponte Galeria è una situazione difficile – ha detto il Garante dei detenuti, Marroni – ma di momenti complessi ne abbiamo vissuti molti, soprattutto quando la struttura, che da mesi ospita una media di 100 persone, si è trovata a gestire anche 300 immigrati”.

“I fatti di Lampedusa e quanto sta accadendo qui a Roma – ha aggiunto Marroni – hanno rilanciato il dibattito sulla necessità di superare i Cie così come sono. Ma per affrontare questa situazione di emergenza non occorrono provvedimenti straordinari, basta solo iniziare ad applicare norme e a portare a regime progetti che esistono già”. Il Garante si riferisce, in particolare, ai progetti di rimpatrio volontario assistito (RAV) finanziati dal Ministero dell’Interno e di fatto inattuati nelle carceri italiane. Altro punto sul quale il Garante insiste è il superamento dell’inerzia sulle procedure di identificazione degli immigrati in carcere, oggi lasciata alla competenza esclusiva del Ministero dell’Interno.

“Perdere ancora tempo, limitarsi a solenni dichiarazioni cui non seguono mai fatti concreti, significa assumersi la responsabilità terribile di far continuare lo scempio dei diritti e della dignità umana che si consuma quotidianamente nei Cie”, ha detto il segretario nazionale della Cgil, Vera Lamonica. “Bisogna cambiare totalmente l’approccio sui temi dell’immigrazione a partire dalla cancellazione della Bossi- Fini e del reato di immigrazione clandestina”, ha concluso.

Il deputato del Pd, Khalid Chaouki, intanto, si è barricato oggi all’interno del Cie di Lampedusa. Una protesta, quella del democratico, che scatta dopo le immagini choc mandate in onda dal Tg2 e le minacce alla sicurezza dell’autore del video amatoriale.