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“Mariano Ferro è stato delegittimato dal suo stesso movimento dei Forconi. Il 2 gennaio ci sarà una grande manifestazione in Sicilia, dove sono stato invitato e dove non vogliono assolutamente Ferro”. A parlare è Danilo Calvani, il leader laziale del movimento del 9 dicembre e promotore della manifestazione di mercoledì a piazza del Popolo, a Roma.

“A dimostrazione di quello che dico basta vedere quante persone c’erano in corteo oggi – continua Calvani -. Il nostro obiettivo resta quello di delegittimare questa classe politica, non fare le giravolte che fa Ferro cambiando idea ogni giorno. È evidente che sia manovrato da qualcuno. La rottura prima della manifestazione del 18 dicembre era arrivata proprio perché lui voleva in piazza bandiere specifiche di appartenenza politica, a differenza del nostro movimento, assolutamente a-politico”.

E sulle accuse di “fascismo” mosse dal suo contendente, Calvani replica: “A piazza del Popolo sono salite sul palco persone di ogni estrazione politica. Io non sono fascista, sono un cittadino italiano che vuole difendere la Costituzione. Se questo significa essere fascista, allora sì, lo sono. Ferro però dovrebbe rispondere di quelle bandiere di Forza Nuova presenti due anni fa nella manifestazione in Sicilia. Certo non è un reato, ma io sono diverso da lui”.

La risposta di Mariano Ferro arriva a Castel Sant’Angelo a Roma, dove il leader dei Forconi ha tenuto un comizio. “Noi non vogliamo strumentalizzazioni: estremisti di destra e di sinistra toglietevi dalle palle, state un passo indietro”. “C’è stato il tentativo maldestro – ha aggiunto – di prendere la protesta e portarla altrove. Noi il 18 non c’eravamo a Piazza del Popolo e ne siamo contenti. In quell’occasione è stato fatto un favore al governo, lo capiscano quelli di estrema destra, lo capisca Calvani. Io non ce l’ho con Danilo – ha aggiunto Ferro – perché è diventato uno strumento nelle mani di qualcun altro. Questa destra se vuole il consenso faccia come in Francia, avanzi delle proposte e ottenga come loro il 25% ma non venga a strumentalizzare le nostre manifestazioni. Anche la sinistra si è berlusconizzata. Letta deve capire – ha concluso – che quel flop non è però un segnale di resa. Spero che queste Feste possano far capire che essere divisi può fare male a tutti”.