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Dopo la sfortunata gara di Carpi, il presidente rosanero, Maurizio Zamparini è andato su tutte le furie. Oggetto delle ire del vulcanico numero uno del Palermo, l’arbitraggio di Renzo Candussio, di Sevegliano. Paese di poco più di mille anime che vanta, tra i suoi cittadini più illustri, proprio patron Zamparini.

Una coincidenza, dunque, il rigore “generoso” concesso agli emiliani? Per il presidente del Palermo no, tanto che, in un’intervista a sito de La Repubblica, aveva tuonato “Ho chiamato il sindaco di Sevegliano e mi ha ricordato che cinque anni fa ho licenziato dal mio gruppo il padre dell’arbitro. Si sarà voluto vendicare”.

Accuse importanti all’indirizzo del fischietto friulano, arbitro dal ’95, approdato da tre anni in Serie B, con qualche sparuta apparizione in massima serie, che, come da protocollo Aia, non ha replicato. Chi ha invece reagito alle provocazioni di Zamparini è stato proprio il padre del signor Candussio, Aldo, intervistato dal sito Tuttomercatoweb.com. “Dico la verità – dice Candussio senior al giornalista, Alessio Alaimo – ho lavorato anni fa per uno studio che collaborava con lui. Ma non ho alcuna animosità né con quello studio e né con il presidente. E poi, mio figlio, figuriamoci, non sa neppure che cosa facevo. Ero un dipendente pubblico, sono andato in pensione e ho fatto un contratto di collaborazione con un geometra”.

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