Soltanto “una trovata pubblicitaria”.  Questo il primo commento di Maria Aliokhina, la Pussy Riot liberata con tre mesi di anticipo, in seguito al provvedimento di clemenza proposto alla Duma dal presidente russo Vladimir Putin.

La proposta del leader russo arriva in occasione del ventennale della Costituzione.

“Non penso sia un’amnistia, ma una profanazione”, ha dichiarato la ragazza all’emittente televisiva indipendente ‘Dozhd’, ricordando come nell’ambito di applicazione del beneficio rientrino solo una piccola percentuale di condannati.

“Se ci fosse stata la possibilità di rifiutare l’amnistia, lo avrei fatto”, ha aggiunto Maria. “Non la ritengo un atto umanitario, bensì una trovata pubblicitaria”. Aliokhina ha poi raccontato di essere rimasta “sotto choc” all’annuncio della sua liberazione.