Lampedusa, nominato il nuovo amministratore del centro di accoglienza per i migranti

di Redazione

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Lampedusa, nominato il nuovo amministratore del centro di accoglienza per i migranti

| lunedì 23 Dicembre 2013 - 11:15

L’avvocato Roberto Di Maria, 39 anni, è stato nominato amministratore unico di “Nuova Lampedusa Accoglienza”, la società che ha gestito il Cpa dell’isola delle Pelagie.

Dopo il video choc del Tg2 il ministero dell’Interno aveva rescisso il contratto con la società. Di Maria è docente di diritto costituzionale all’Università di Palermo.

La sua nomina è stata annunciata in conferenza stampa dai rappresentanti di Legacoop sicilia e LegacoopSociali Sicilia. All’interno del Cie di Lampedusa si trova, in segno di protesta, Khalid Chaouki, deputato del Partito democratico che ha annunciato “lo sciopero della fame di cinque siriani”.

“Al momento da parte del ministero dell’Interno c’è soltanto una dichiarazione di intenti in merito a una revoca della convenzione con la società  – ha detto Di Maria – ma non mi risulta che ci sia un provvedimento per la risoluzione del contratto. Non sono un avvocato litigioso ma se questo provvedimento dovesse essere adottato, dovranno esserne valutate le ragioni e tutelate le ragioni dei dipendenti della società”.

Per Di Maria il centro di prima accoglienza non può essere chiuso “dalla sera alla mattina, le persone continuano a lavorare e i servizi devono essere erogati”.

“Nel corso degli anni – ha sottolineato Di Maria – sono stati richiesti più volte interventi di manutenzione all’interno del centro. Capisco perfettamente che, data la crisi, non potevano esser realizzati dalla mattina alla sera ma se questo non è stato fatto sicuramente c’è una quota di responabilità che va valutata politicamente. E poi una quota di corresponsabilità laddove ricada sulla vecchia gestione della società che ha gestito il servizio. Ma visto che ci sono state segnalazioni precedenti e la richiesta costante nel tempo di interventi, e visto che in questo paese si gioca un po’ di scaricabarile, l’altra quota di responsabilità deve assumerla chi di competenza. Spero che il luogo della risoluzione del contratto – ha concluso – si intervenga con misure di revisione del centro, con opportuni correttivo, consentendo alle persone di continuare al lavorare”.

“Questa conferenza stampa non muove da alcun intento polemico verso le falsità, che pure sono circolate in questi giorni; ci sarà modo e tempo per rispondere alla calunnie e alle menzogne” – ha detto il presidente di Legacoop Sicilia, Elio Sanfilippo, presentando il neo amministratore unico. “Siamo preoccupati – ha aggiunto – che passata la fase di indignazione si spengano i riflettori e tutto ritorni come prima. Se una colpa imperdonabile hanno le cooperative è quella che di fronte alle disfunzioni, alle carenze, non si è alzata la voce. Per il nostro senso dello Stato non abbiamo voluto polemizzare per le inadempienze dello stesso Stato”. “Dopo le visite compiute il mese scorso a Lampedusa – ha proseguito – da autorità e vari ministri, compreso Alfano, che hanno visto il centro distrutto e la sua impraticabilità (aggravata dall’allungamento dei tempi della permanenza, che non è più momentanea e di prima accoglienza), tornati a Roma nulla si è mosso, tutto è rimasto come prima e si scaricano le responsabilità sulle cooperative”.

 

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