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Un’operazione congiunta della guardia di finanza del Comando provinciale di Roma e del nucleo Ros dei carabinieri, ha portato al sequestro di beni per il valore di un milione di euro riconducibili a Ernesto Diotallevi, capo storico della Bande della Magliana, e ai suoi diretti familiari.

Sequestrate ventisette opere d’arte dal rilevante valore storico e artistico. Mario Schifano e Giacomo Balla erano alcuni degli artisti le cui opere erano presenti  in casa di Diotallevi in piazza Fontana di Trevi. Sottoposti a seuqestro anche il restante 50 per cento del capitale sociale della “C Immobiliare s.r.l.” con sede a Rimini e operante nel campo della compravendita di immobili, e l’intero capitale sociale e il patrimonio aziendale della “Lampedusa s.r.l.”, azienda di costruzione di navi e imbarcazioni con sede a Fiumicino, e un’autovettura.

Ernesto Diotallevi ha accumulato beni e oggetti di valore in misura sproporzionata rispetto ai redditi ufficialmente dichiarati. Molti dei guadagni illeciti di Diotallevi venivano reinvestiti in opere d’arte, non tanto per esigenze estetiche, quanto perché non essendo soggette a particolari registrazioni spesso sfuggono ai provvedimenti emessi dall’autorità giudiziaria. La loro presenza viene spesso rilevata in una fase successiva, attraverso specifici provvedimenti che colpiscono l’indiziato come quello di far parte di associazioni mafiose e che quindi risulti vivere abitualmente con proventi illeciti.