operai gesip
Gesip protesta manifestazione

Un Natale di disperazione per i lavoratori palermitani: dopo il gesto estremo dell’ex pip Giuseppe Caselli, un operaio della Gesip ha minacciato di darsi fuoco in piazza Pretoria, davanti alla sede del Comune di Palermo.

Tommaso D’Alcamo, visibilmente turbato, si è presentato davanti a Palazzo delle Aquile con il camper e ha protestato con veemenza contro il licenziamento di tutti i lavoratori, provvedimento che dovrebbe scattare il prossimo 2 gennaio.

Sono intervenuti i vigili del fuoco e la polizia che sono riusciti a convincere l’uomo a desistere dalla protesta. “Ero venuto per farla finita e farla pagare a chi da trent’anni gioca con le nostre vite”, ha dichiarato D’Alcamo al quotidiano BlogSicilia. “E’ stata la Digos che mi ha fatto riflettere. Chiedo al sindaco che ci spieghi cosa è successo, eravamo d’accordo che avremmo lavorato a ritmo ridotto e ci avrebbero pagato in parte con la cassa integrazione e in parte con soldi del comune e avremmo avuto 850 euro al mese”.

La rabbia è rivolta più ai sindacati che al primo cittadino. L’amministrazione Orlando aveva lavorato per una proroga di sei mesi della cassa integrazione. Ma ieri nel corso del tavolo delle trattative non si è raggiunto l’accordo con i sindacati. I lavoratori della partecipata sono sul piede di guerra e si temono manifestazioni anche nel giorno di Natale.

L’epilogo della vertenza che si trascina da anni sembra avere una sola “soluzione”: il licenziamento di tutti gli operai Gesip. Sono 1740 i lavoratori che da gennaio saranno senza occupazione. Il sussidio di disoccupazione sarà di otto mesi per chi ha meno di 50 anni e 12 per chi ne ha di più.