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Chaouki: “Trasferire subito i 17 profughi eritrei” | Alfano: “Non si ripetano gli stessi errori, chi ha sbagliato pagherà”

di Alessandro Amato

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Chaouki: “Trasferire subito i 17 profughi eritrei” | Alfano: “Non si ripetano gli stessi errori, chi ha sbagliato pagherà”

| giovedì 26 Dicembre 2013 - 16:32
Chaouki: “Trasferire subito i 17 profughi eritrei” | Alfano: “Non si ripetano gli stessi errori, chi ha sbagliato pagherà”

“Speriamo che l’incidente probatorio davanti al Gip sia fissato nella prima data utile dopo le vacanze natalizie e che i 17 profughi eritrei e siriani – testimoni di giustizia per i naufragi del 3 e dell’11 ottobre scorsi – rimasti nel centro d’accoglienza di Lampedusa siano trasferiti subito dopo essere ascoltati” così spiega Khalid Chaouki, dopo essersi barricato per tre giorni all’interno del Cpa di Lampedusa e ottenendo il trasferimento degli altri 169 migranti ospiti della struttura di contrada Imbriacola, quale sia la sua posizione sui fatti gravi raccontati in un video del Tg2.

Il parlamentare democratico spiega, anche di avere un canale di comunicazione aperto con la Croce Rossa ” la situazione (all’interno del Cpa, ndr) sembra sotto controllo”. Mentre questa sera alcune associazioni del Forum antirazzista si riuniranno nella chiesa di santa Chiara, a Palermo, per elabrare un esposto da inoltrare al Comitato per la prevenzione delle torture del Consiglio d’Europa.

“Non ci sono ragioni giuridiche – spiega Fulvio Vassallo Paleologo, docente di Diritto d’asilo e presidente dell’associazione L’altro diritto – che impongano la permanenza dei 17 testimoni nel Cpa di Lampedusa. Giuridicamente non c’è nulla che implichi la restrizione delle libertà personali di un testimone. Mi pare che sulla vicenda ci sia un rimpallo di responsabilità e nessuno voglia decidere”. Ma anche dalle istituzioni arriva la forte richiesta di chiarezza sui gravissimi fatti dei giorni scorsi.

“Fatti come quello di Lampedusa sono gravi e non si devono ripetere, chi ha sbagliato pagherà, sono partite le ispezioni ed è già al lavoro – spiega in un’intervista a sussidiario.net il ministro dell’Interno Angelino Alfano -una task force del ministero dell’Interno che rivedrà tutti gli appalti per i Cie”. Le eccezioni, spiega il vice premier, “non sono la fotografia di tutta la realtà” e “la permanenza media nei Cie nel 2013 è stata di 38 giorni. Le proteste di chi si cuce la bocca colpiscono, ma si deve sapere che tra loro ci sono ex detenuti per spaccio, per rapina, lesioni e tentato furto”.

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