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Il ministro dell’Interno Angelino Alfano ribadisce in un’intervista a “Repubblica” che la Bossi-Fini è “una legge che contiene tanti capitoli e non può essere liquidata con uno slogan”.

Poi il vicepremier aggiunge: “Noi poniamo una domanda: ma davvero, con la crisi che attanaglia milioni di famiglie, il Pd ritiene che la priorità debba essere quella di dare la cittadinanza a chi semplicemente è nato in Italia oppure la cancellazione della Bossi-Fini? Per noi invece la priorità è il lavoro”.

Alfano si sofferma in particolare sul tema della sicurezza degli italiani sulla quale “non si scherza. Tra quelli che si sono cuciti la bocca a Ponte Galeria la metà sono spacciatori e l’imam è indagato per gravi reati come rapina e lesioni. Un conto è la giusta tutela dei diritti umani, altra cosa e’ distrarsi sulla sicurezza degli italiani con il rischio di ritrovarsi magari domani con queste stesse persone che spacciano davanti a una scuola”.

Poi  il vicepremier ribadisce ancora una volta il suo addio a Berlusconi: “La nostra scelta è stata troppo netta, forte e chiara per prestarsi a una lettura melensa. Ha avuto tutto il dolore e l’asprezza di una decisione di questo tipo. È evidente già dal nome che abbiamo scelto che la nostra ambizione è ristrutturare e innovare il centrodestra attraverso lo strumento delle primarie di coalizione “.

Per Alfano “la svolta generazionale è una realtà. Per noi quarantenni che la stiamo vivendo in prima persona è senza dubbio un’opportunità’, ma anche una grande responsabilità’. Se riusciremo a cambiare le cose bene, viceversa saremo accusati di aver bruciato una grande chance, forse l’ultima”.