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Niente botti di fine anno a Torino. Sono queste le misure adottate nel  “Regolamento per la tutela ed il benessere degli animali in città” stilato dal Comune di Torino che stabilisce “il divieto di fare esplodere petardi, botti e fuochi d’artificio”.

“L’attivazione di petardi, botti, fuochi d’artificio – si legge nel Regolamento – può configurarsi come maltrattamento e comportamento lesivo nei confronti degli animali”. Per diffondere la notizia sono stati realizzati anche alcuni spot radiofonici che andranno in onda in questi giorni.

L’inosservanza di questa norma prevede una sanzione da 50 a 500 euro per chi utilizza i botti nonostante il divieto.

Anche il Comune di Alessandria ha emesso un’ordinanza, che vieta i fuochi d’artificio il 31 dicembre ed il 1 gennaio. “Tale atto – si sottolinea in una nota dell’amministrazione alessandrina – è stato emanato nell’ottica della tutela di sicurezza e quiete dei cittadini e della salvaguardia del benessere degli animali”. I controlli saranno effettuati dalla polizia municipale e dalle forze di polizia e l’inosservanza prevede sanzioni da 25 a 150 euro.

L’appello del Codacons è stato ascoltato da numerosi sindaci. Maurizio Brucchi, primo cittadino di Teramo, ha vietato i botti di Capodanno. La decisione scaturisce dall’esigenza di garantire la sicurezza collettiva. I trasgressori saranno puniti con una sanzione amministrativa pecuniaria da 25 a 500 euro.

Anche il sindaco di Gorizia, Ettore Romoli, ha emanato un’ordinanza che vieta il lancio di fuochi d’artificio e giocattoli pirici nel territorio comunale, dalle 18 del 31 dicembre. Escluso dal provvedimento lo spettacolo pirotecnico organizzato dallo stesso Comune in piazza Vittoria per salutare il nuovo anno. “Esistono modi più sani e meno pericolosi di divertirsi – ha commentato Romoli – è giusto rispettare le persone più anziane e le categorie più sensibili, e vogliamo tutelare gli animali”.