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Gianfranco Micciché è tornato a essere il braccio destro di Silvio Berlusconi, quantomeno in Sicilia, il volto storico, e allo stesso tempo nuovo, della rinata Forza Italia.

Dopo il ritorno alla “casa del padre”, senza più Alfano, lei pensa di diventare il delfino, l’erede spirituale del Cavaliere?

“Perché Angelino era un delfino? Tutt’al più uno squalo. Avevo avvisato Berlusconi in tempi non sospetti: prima o poi, al primo segno di debolezza, gli avrebbe dato il benservito. Sono felice che Berlusconi abbia scelto di aprire Forza Italia a volti nuovi e a menti fresche. Noi apparteniamo ad un’altra generazione politica; il mio compito sarà quello di spalleggiarli, guidarli e condividere la mia esperienza. Saranno le nuove leve a prendere in mano le sorti del Paese; sono sicuro che Berlusconi ha già individuato i nomi nuovi su cui puntare”.

Voi puntate su Michele Mancuso. Sarà lui il prossimo coordinatore regionale?

“Michele Mancuso ha ricoperto con successo cariche istituzionali nella sua provincia e ha saputo costruire una buona rete di consensi nell’isola. Ho segnalato il suo nome a Berlusconi che ne ha subito constatato il valore. Sono certo che avrà un ruolo di primo piano nell’assetto della nuova Forza Italia in Sicilia”.

Il primo banco di prova per i nuovi soggetti del centrodestra saranno le prossime elezioni europee. Pronostici sulla tenuta del vostro partito?

“La mia sensazione è che gli italiani abbiano compreso sulla propria pelle quanto l’Europa sia divenuta ormai determinante. Le istituzioni UE negli ultimi anni hanno influito sempre più sulle scelte politiche italiane e ciò è stato avvertito più come un male che altro. Le innumerevoli tasse imposte ai cittadini in virtù di fantomatici trattati, le assurde imposizioni che hanno soffocato l’economia locale, le leggi-pasticcio che hanno alimentato selvaggiamente gli sbarchi di clandestini: l’Europa, evidentemente, così non sta bene a nessuno. La forza politica che saprà far suo un orizzonte più giusto, più solidale, più liberale e che saprà proporre una nuova generazione in grado di battersi per il futuro dell’Italia nel rispetto di tutti i Paesi della Comunità sarà la forza politica vincente alle prossime elezioni. Il mio impegno e quello del presidente Berlusconi è far sì che Forza Italia risponda a tutti i requisiti necessari per vincere, in Europa e in Italia”.

Un pronostico invece sulla tenuta del Governo Letta? Quali le ragioni che potrebbero portarlo a implodere?

“Finito il gelo dell’inverno, cadrà. Gli italiani ne hanno piene le tasche di parrucconi, rigore e tasse. Il Governo Letta è tenuto in piedi da un partito di poltronisti come l’NCD, da un campione del rigore e della stitichezza economica come Monti e dal partito delle patrimoniali e delle tasse come il PD. Non c’è futuro per questo Governo; reggerà finché Napolitano potrà tutelarlo. Da quel che vedo, al Quirinale stesso non c’è più neanche voglia di difendere l’indifendibile. Un pronostico? Elezioni in tarda primavera”.