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L’ex presidente del Senato Renato Schifani, intervistato dal quotidiano Il Messaggero, rivendica per il suo Nuovo centrodestra la dignità che si deve a un partito di maggioranza. A una forza di governo. Un governo, quello del premier Enrico Letta, che “in Senato si regge grazie ai nostri voti”, tuona Schifani, che annuncia la richiesta di “un patto di coalizione per individuare linee strategiche che qualifichino ulteriormente l’azione dell’esecutivo”.

Nessun vaso di coccio, dunque, ma un partito strutturato pronto a dettare i propri punti dell’agenda all’insegna di sburocratizzazione e riorganizzazione della spesa. “Punteremo sulla riduzione della spesa improduttiva. – continua Schifani – Un grande processo di semplificazione e di snellimento delle procedure amministrative”.

L’ex parlamentare del Pdl non appare intimorito neanche dalla figura rampante di Matteo Renzi che viaggia sull’onda dell’entusiasmo dopo la larga vittoria ottenuta alle primarie del Pd e che ha in mente la nuova riforma del lavoro. “Renzi – prosegue Schifani – deve dimostrare di essere coerente con quanto ha detto nella campagna per le primarie e noi saremo altrettanto coerenti con quanto detto in occasione della nostra non adesione a Forza Italia. Ossia: stabilità dell’esecutivo nell’interesse degli italiani, ma puntuale realizzazione di alcuni punti programmatici rigorosamente di centrodestra. Noi privilegeremo i fatti agli annunci”.

Il senatore palermitano appare sempre più convinto del progetto Ncd ma lamenta ancora qualche disagio: l’oscurantismo dei media, su tutti la Rai, sulle vicende del partito di Angelino Alfano, per il quale Schifani spende parole d’elogio.

Secondo l’ex presidente del Senato, Ncd sarebbe “ignorato sistematicamente dal servizio pubblico della televisione”, troppo impegnato, a detta di Schifani, nell’occuparsi di M5S, Pd e FI. “Un fatto grave, perché la Rai – continua – dovrebbe dare parità di spazio a maggioranza e opposizione. E invece, al momento, non tutte le forze della maggioranza vengono degnate di uno sguardo equivalente”.

Forza Italia? No grazie. Renato Schifani racconta al Messaggero anche del suo rifiuto all’amico e leader di sempre, Silvio Berlusconi. “Abbiamo deciso – racconta l’ex numero uno di Palazzo Madama – di non aderire a un partito che per i suoi connotati attuali e per la sua linea politica si conferma essere tendenzialmente espressione di destra e non più di centrodestra.