Con la nuova legge Finanziaria, la Regione ha azzerato il fondo per il micro credito destinato, con le indennità restituite dai parlamentari del Movimento 5 Stelle, ad aiutare le piccole e medie imprese in difficoltà. “Ora basta, questi soldi li ritiriamo e troviamo un modo alternativo per farli fruttare per i siciliani”, è la dura reazione di Giancarlo Cancelleri, capogruppo dei grillini all’Ars.

Da oltre un anno, dal primo stipendio incassato, i parlamentari del Movimento 5 Stelle hanno versato gran parte delle proprie indennità in un fondo cassa dell’Assemblea regionale siciliana destinato a finanziare con piccoli prestiti le attività economiche dell’Isola. Il governatore Rosario Crocetta e l’assessore all’Economia Luca Bianchi avevano promesso di incrementarlo con un milione e mezzo di euro e di renderlo operativo tramite un regolamento amministrativo. Ma non soltanto ciò non è stato fatto, i soldi stanziati nella scorsa Finanziaria sono stati ritirati e non riproposti nel documento in discussione all’Ars.

“Vista l’incapacità della Regione di dar seguito a una promessa fatta a tutti i siciliani – prosegue Cancelleri – stiamo pensando di rivolgerci ad un istituto di credito privato o a un’agenzia specializzata per utilizzare questi soldi per lo scopo per cui li abbiamo messi da parte”. “È palese – conclude il capogruppo dei grillini – la volontà dell’amministrazione regionale di non mettere in piedi uno strumento che potrebbe veramente dare una mano all’economia siciliana”.

Durissime anche le critiche che il Movimento 5 Stelle ha rivolto alla legge di Stabilità regionale (Finanziaria, n.d.r.). “Dopo il suk dell’anno scorso – affermano i pentastellati – siamo alle svendite, alle elemosine ed alle questue di quest’anno. Una finanziaria che ci aspettavamo fosse di rigore e sviluppo, con aiuti alle imprese in difficoltà ed ai molti lavoratori ormai posti ai margini del mondo produttivo, è in realtà una spartizione di elemosine e prebende per amici ed amici degli amici. Dopo le ultime vicende legate alla bocciatura delle proroghe ai commissari delle Province è chiaro che questo  governo è ormai alla frutta e per garantirsi una maggioranza, quale essa sia, in grado di approvare questa finanziaria, si è adoperato nell’impresa di rincorrere i deputati uno ad uno, ricorrendo all’unico sistema che la politica è in grado di comprendere: regalie, prebende ed elemosine, finalizzate ad assecondare interessi personali e particolari  a dispetto del  bene comune e  dell’interesse collettivo”.