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Matteo Renzi e il pressing su Letta | La strategia del sindaco per le elezioni

Dalle parti di palazzo Chigi raccontano di un Enrico Letta molto preoccupato. Dall’8 dicembre, da quando cioè Matteo Renzi ha vinto le primarie ed è stato incoronato segretario nazionale del Pd, non c’è giorno che i quotidiani non gli tributino le prime pagine. Anche perché il sindaco di Firenze ogni giorno mette sul piatto l’asso vincente, come se ne avesse ben più di quelli disponibili in un mazzo.
Ed ancora una volta, proprio mentre Letta è preoccupato della tenuta del suo governo, dato che il segretario Pd alza l’asticella dello scontro, ogni giorno sempre più in alto, tocca al rottamatore per eccellenza scompaginare il gioco. Annuncia appena ieri sera, dagli schermi di otto e mezzo con Lilli Gruber che si ricandiderà a sindaco di Firenze. Lanciando con questo un messaggio al premier: sta tranquillo – gli dice Renzi – che di prendere il tuo posto non ho intenzione. Per ora evidentemente. Perché lo stesso segretario del Pd che, quanto a capacità di attrazione di interesse, sta al leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi dei bei tempi, ha dettato anche la scadenza del governo: al voto entro il 2015. Ma non prima.
Renzi, infatti, ha intenzione di incassare risultati elettorali dalle europee tanto che, per dedicarcisi, ufficializzerà l’anticipazione delle convenzioni regionali per l’elezione dei segretari di federazione per dedicarsi dopo alla composizione delle liste per le elezioni di maggio. In tutto questo, Renzi trova il tempo anche di far circolare la voce di un incontro, si dice imminente, con Silvio Berlusconi per discutere di legge elettorale e di riforma sul modello spagnolo. Davide Zoggia, ex segretario organizzativo della segreteria Bersani, questa mattina ad Agorà si affrettava a smentire ma che il giro delle consultazioni non lo stia facendo solo Letta è cosa nota.
Ieri a Firenze, il sindaco ha incontrato per una colazione di lavoro addirittura il fondatore di Scelta Civica, Mario Monti. Con cui evidentemente ha approfondito il tema del rimpasto o del riequilibrio delle forze presenti nell’esecutivo, come amano dire i montani esclusi dai posti di ministero nel governo. Tema su cui Renzi ha espresso pubblica condivisione già in passato. Ma al di là dell’effettivo sostegno alle rivendicazioni montiane, ancora una volta, la tattica di Renzi potrebbe essere quella del divide et impera.
A chi dovrebbe sottrarre posti di governo Letta? Agli esponenti Udc, Mario Mauro e Gianpiero D’Alia. O alla foltissima schiera di esponenti di Nuovocentrodestra che di ministri ne conta addirittura 5. E con ciò Renzi è contento. Ancora una volta fiato sul collo degli alleati. Ancora una volta pressing e colpi sotto la cinta. Per poi promettere: tranquilli, si vota nel 2015. Quando il rischio è che Letta sia definitivamente logorato.

Elena Di Dio

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Elena Di Dio
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