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Province, maggioranza spaccata: voto sempre più vicino

Il rischio di tornare a votare per eleggere presidenti e consigli provinciali siciliani diventa sempre più reale. Dopo il no dell’Assemblea regionale siciliana alla proroga dei Commissari restavano in pratica 45 giorni di proroga ordinaria per fare la riforma delle Province.

Eppure  un testo condiviso ancora non c’è, tant’è che lunedì prossimo il governo dovrebbe riunire la maggioranza per trovare una sintesi, con l’Udc che preme per l’abolizione totale degli enti.

Intanto la commissione Affari istituzionali, presieduta da Antonello Cracolici (Pd), ha cominciato l’esame degli emendamenti, bocciandone uno, a firma Giuseppe Milazzo (Pdl-Ncd) che sopprimeva l’articolo 1 e che di fatto avrebbe affossato il testo in esame.

Ormai è una corsa contro il tempo: il Parlamento ha tempo fino a metà febbraio per varare la riforma, altrimenti saranno indetti i comizi elettorali e si tornerà al voto per l’elezione degli organi di governo e addio riforma. La commissione conta di esitare il disegno di legge entro la fine della prossima settimana; i lavori proseguiranno a ritmo serrato, con la commissione convocata dal 21 al 24 gennaio.

Il nodo da sciogliere, però, resta il numero dei liberi consorzi da istituire e lunedì il governo farà un passaggio con i partiti di maggioranza per trovare un’intesa. Le opzioni possibili sembrerebbero due: una è quella contenuta nel testo del ddl delle Commisione che ne prevede nove, l’altra quella indicata nell’emendamento del governo, che consente di crearne in numero maggiore e individua come parametro di riferimento aree territoriali con un numero di abitanti compreso tra i 150 mila e 500 mila, quest’ultima ipotesi indigesta all’Udc. Nulla quaestio per le città metropolitane, quelle previste sono tre Palermo, Catania e Messina.

Redazione

Si24 è un quotidiano online di cronaca, analisi, opinione e approfondimento, fondato nel 2013 e con sede a Palermo. Il direttore responsabile ed editore è Maria Pia Ferlazzo.

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