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Rosario Argento, da re mida delle giovanili del Palermo a osservatore per la Samp /VIDEO

C’è ancora un po’ di Palermo in Serie A. Una Palermo vincente, che porta con sé un curriculum costellato di vittorie incredibili, quelle del settore giovanile del club rosanero, che hanno fatto balzare più volte i ragazzini made in Sicily in testa alle cronache, con tutti gli onori che ne sono conseguiti. È il bagaglio che porta con sé Rosario Argento, una vita nel settore giovanile del Palermo Calcio, che ha da poco iniziato la sua avventura come osservatore per la Sicilia e la Calabria della Sampdoria.

Un ruolo di grande responsabilità che Argento, che, solo per citare i successi più importanti, vanta in bacheca uno scudetto e una Coppa Italia primavera da dirigente e un Oscar del calcio siciliano; ha già svolto in passato per prestigiosi club come Udinese e Brescia.

“È una collaborazione – spiega Argento a Si24 – nata da un rapporto personale con l’amministratore delegato del club genovese, Rinaldo Sagramola e con il capo degli osservatori Mattia Baldini che ha lavorato in precedenza a Palermo. Gli serviva un punto di riferimento nel Sud Italia. Si tratta di un’attività che già negli anni passati avevo svolto, prima per l’Udinese e poi per il Brescia”.

Il suo compito sarà, ancora una volta, quello di scovare giovani promesse da plasmare e far crescere all’ombra della Lanterna. “Stiamo sempre più limitando gli spazi ai giovani – Continua Argento –, invece credo che loro siano la vera forza del nostro calcio. Bisogna avere più coraggio, perché gli Insigne, i Berardi, i Petagna, possono giocare in qualsiasi realtà nazionale”.

Un’impresa ardua, che già ai tempi in cui Rosario Argento lavorava per il Palermo non si rivelò semplice, basti pensare che gran parte dei ragazzi che componevano la primavera dello scudetto rosanero si sono poi dispersi nei meandri di Serie B e LegaPro, senza mai trovare spazio nella prima squadra dei siciliani. “I giovani devono ricevere un po’ più di fiducia – conclude l’osservatore doriano – e le società devono puntare un po’ di più sui giovani. È l’unica speranza di crescita del nostro calcio, che già vive un momento di crisi economica, come del resto tutto il Paese. Inoltre devono investire sull’impiantistica, dove, come Paese europeo, siamo molto indietro. Se non sviluppiamo l’impiantistica e l’attenzione verso i giovani è difficilissimo superare un momento di grave crisi economica che già ci sta attanagliando”.

Gabriele Ruggieri

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Gabriele Ruggieri
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