Categorie: Cronaca

Oggi è la Giornata della Memoria | Commemorazione delle vittime della Shoah

Oggi, 27 gennaio, è il giorno della Memoria. Una giornata in cui si commemorano le vittime dell’Olocausto.

Nel 2005 un’Assemblea generale della Nazioni Unite ha deciso di celebrare la liberazione del campo di concentramento di Auschwitz, avvenuta il 27 gennaio 1945, quando le truppe sovietiche dell’Armata Rossa, nel corso dell’offensiva in direzione di Berlino, arrivarono alla città polacca di Auschwitz scoprendo il campo di concentramento e liberando i pochi superstiti rimasti.

Per la prima volta, il mondo posava gli occhi sull’orrore del genocidio nazista, la pagina più brutta e sconcertante della storia contemporanea. Il mondo scopriva gli strumenti di tortura, di annientamento, il dolore, la sofferenza e la tragedia di quanti sono stati prigionieri in un luogo di morte.

Un giorno per non dimenticare, per non relegare questo momento della storia solo al passato, per dire ancora oggi che il razzismo, la violenza, le discriminazioni non sono la soluzione.

Durante il concerto “I violini della speranza”, che si terrà al Parco della Musica di Roma, sarà letto un messaggio scritto dal Pontefice. “Vi accompagno spiritualmente in questo evento che costituisce di per sé un messaggio”, assicura in spagnolo Francesco al grande amico ebreo argentino, giunto a Roma la settimana scorsa per incontrare il Santo Padre insieme a una delegazione di leader della sua comunità ebraica e che ha deciso di prolungare il suo soggiorno per assistere al concerto.

“Dodici violini sopravvissuti alla Shoah suoneranno insieme”, scrive il Pontefice, sottolineando che “il pubblico ascolterà musiche di Barber, Bloch, Sarasate, Vivaldi, Beethoven, ma il cuore di ciascuno dei presenti sentirà che dietro il suono della musica vive il suono silenzioso delle lacrime storiche, lacrime di quelle che lasciano traccia nell’anima e nel corpo dei popoli”.

Mi auguro – conclude il Papa – che chiunque parteciperà a questo evento possa immedesimarsi in quelle lacrime storiche, che oggi giungono a noi attraverso i violini, e senta il forte desiderio di impegnarsi perché mai più si ripetano tali orrori, che costituiscono una vergogna per l’umanità”.

Per tutti, le parole di Primo Levi, in Se questo è un uomo:

A molti, individui o popoli, può accadere di ritenere, più o meno consapevolmente, che «ogni straniero è nemico». Per lo più questa convinzione giace in fondo agli animi come una infezione latente; si manifesta solo in atti saltuari e incoordinati, e non sta all’origine di un sistema di pensiero. Ma quando questo avviene, quando il dogma inespresso diventa premessa maggiore di un sillogismo, allora, al termine della catena, sta il Lager.

Nella storia e nella vita pare talvolta di discernere una legge feroce, che suona «a chi ha, sarà dato; a chi non ha, a quello sarà tolto». Nel Lager, dove l’uomo è solo e la lotta per la vita si riduce al suo meccanismo primordiale, la legge iniqua è apertamente in vigore, è riconosciuta da tutti.

Parte del nostro esistere ha sede nelle anime di chi ci accosta: ecco perché è non-umana l’esperienza di chi ha vissuto giorni in cui l’uomo è stato una cosa agli occhi dell’uomo.

Azzurra Sichera

Chi mi conosce ha smesso di comprarmi pigiami e mi regala libri; detesto avere gli occhiali sempre sporchi; soffro di dipendenza da carboidrati; amo e odio la mia città, Palermo, così come non sopporto gli stereotipi sulla Sicilia e i siciliani; la prima cosa che faccio quando inizio un libro è leggere i ringraziamenti; amo le tazze e colleziono "L'apologia di Socrate" di Platone in tutte le lingue.

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