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Formazione, 16 milioni di euro per far ripartire i corsi ex Oif | Scilabra: “Per gli enti accreditamento più difficile”

Sedici milioni di euro per dare il via ai corsi Iefp (Istruzione e formazione professionale), ex Oif (Obbligo istruzione e formazione), anche in Sicilia. Rivolti ai ragazzi con meno di 18 anni, rappresentano un’alternativa alla scuola pubblica. I primi fondi serviranno per l’avvio dei primi anni, 15 milioni per i secondi e a breve l’amministrazione regionale pubblicherà l’avviso pubblico, finanziato con fondi comunitari, per il terzo anno.

“Abbiamo ridisegnato – dichiara l’assessore alla Formazione professionale, Nelli Scilabra, a Si24 – il sistema che rappresenta l’alternativa alla scuola per i ragazzi in età dell’obbligo avvicinandoci sempre di più agli standard nazionali di qualità e di contenimento della spesa. Un sistema che abbiamo riformato a partire dalle nuove regole di accreditamento, imponendo forti controlli sugli enti che operano in questo settore”.

Essendo un percorso alternativo alla scuola pubblica, ma che rientra nell’ambito della scuola dell’obbligo uno dei primi passi fatti dall’assessorato è stato, infatti, un’irrigidimento dei sistemi di accreditamento per gli enti, “essendo un settore assai delicato, e per dare livelli d’istruzione consoni, non si può accreditare chiunque – fanno sapere dall’ufficio tecnico dell’assessore. – Gli enti devono avere un’organizzazione analoga alla scuola pubblica”.

I primi anni, 195 corsi che coinvolgono 5400 giovani, sono stati finanziati con risorse regionali e statali; 178 corsi per 3600 ragazzi al secondo anno. “L’Assessore ha avuto l’ok della giunta, il parere positivo della commissione e sarà sottoposto a breve all’Assemblea regionale siciliana un nuovo strumento: l’anagrafe degli studenti – aggiungono dagli uffici – che seguirà il ragazzo singolarmente per tutta la fase dell’obbligo scolastico: lo studente verrà monitorato durante tutto il suo percorso formativo”.

Anche l’Assessorato alla Formazione è stato chiamato ad immolarsi sull’altare della spending review e ha risparmiato il 15% di spesa. “Ma senza rinunciare ai corsi Iefp, i tagli li abbiamo fatti sui costi di gestione degli enti”, aggiungono i tecnici. “Lo Iefp regionale perde 22 profili professionali previsti a livello nazionale – concludono – ma, per la prossima annualità si cercherà di guardare maggiormente al mercato del lavoro per incardinare i percorsi formativi in profili più spendibili sul mercato del lavoro e avere opportunità in più”.

“Noi consideriamo i ragazzi in età dell’obbligo tutti uguali, sia quelli che scelgono di frequentare le scuole sia quelli che scelgono di frequentare i corsi Iefp – prosegue Scilabra – per questo motivo stiamo elaborando una riforma di sistema che guardi a tutta la platea. Su questa linea abbiamo già depositato al Parlamento regionale la nostra proposta di legge per istituire l’Anagrafe degli Studenti regionale, eravamo l’unica Regione italiana a non possederne una. Grazie a questo strumento normativo – conclude – avremo una radiografia precisa e dettagliata di tutti i nostri ragazzi fino ai trentanni, che ci consentirà il monitoraggio e il controllo sulla dispersione scolastica e universitaria”.

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Alessia Rotolo

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Alessia Rotolo
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