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Primarie Pd in Sicilia, è flop: bassa l’affluenza | I candidati: “Poco pubblicizzate”

Primarie flop in Sicilia. I gazebo per l’elezione del nuovo segretario del Pd e dei 180 componenti dell’Assemblea regionale del partito si sono chiusi alle 20. Non sono stati ancora diffusi dati ufficiali sull’affluenza al voto nell’Isola, ma la partecipazione sarebbe stata scarsa. Si parla di un calo del 70 per cento rispetto alle primarie nazionali dell’8 dicembre.

Tre i candidati che si sono sfidati: Fausto Raciti, votato dai circoli col 69,80 per cento dei consensi, il segretario uscente Giuseppe Lupo, che ha avuto il 22,20 per cento, e Antonella Monastra, che ha ottenuto il 5,57 per cento. Diventerà segretario il candidato che otterrà la maggioranza assoluta dei voti. Qualora nessuno riuscisse ad averla, i due che avranno riportato il maggior numero di consensi si sfideranno al ballottaggio dove avranno diritto di voto i 180 componenti dell’Assemblea regionale.

Il favoriti Raciti non si lascia abbattere: “Sono fiducioso”. “Le primarie sono state poco pubblicizzare”, attacca invece la candidata Antonella Monastra. “Il Pd siciliano evidentemente non ha seminato bene, in più forse paghiamo il disamore verso Renzi”, ha concluso.

Polemiche a Palermo sono seguite al voto del sindaco Leoluca Orlando, che aveva lasciato il Pd per fondare il Movimento 139. Le regole delle primarie, infatti, stabilirebbero che non sono ammessi al voto coloro i quali sono stati candidati contro il Partito democratico.

Gli attacchi non hanno però scalfito la sicurezza del primo cittadino che non ha lesinato frecciate all’apparato organizzatore delle primarie. “Sono grato ai tanti volontari del seggio in Piazza don Bosco che nel pomeriggio mi hanno accolto con simpatia, chiedendomi affettuosamente decine di foto ricordo – ha detto. – Dieci minuti durante i quali sono rimasto unico elettore nel seggio”.

“Gli apparati – ha detto Orlando – si autoconservano e gli elettori disertano le primarie del Pd. Davanti ai gazebo delle primarie oggi in Sicilia appaiono lontane anni luce le file di elettori del centro sinistra convinti appena poche settimane fa che potesse il PD essere il riferimento per la costruzione di un campo largo, al di là di logiche di casta e di apparati”.

“La confusione politica in Sicilia – aggiunge – si somma al permanere di una dirigenza che da oltre 10 anni pur di conservare scampoli di potere ha condannato il centro sinistra alla sistematica sconfitta elettorale”. “In queste condizioni il Pd ha scoraggiato cinicamente e scientificamente la partecipazione di iscritti e non iscritti – conclude. – Si sta compromettendo il ruolo che il Pd dovrebbe svolgere di riferimento ad una area larga che chiede una alternativa ad anni di cattiva politica e soffocanti inciuci”.

Maria Teresa Camarda

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Maria Teresa Camarda
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