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Pigliaru è il nuovo presidente della Sardegna | Il candidato del centrosinistra ottiene il 42,44 %

di Maria Teresa Camarda

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Pigliaru è il nuovo presidente della Sardegna | Il candidato del centrosinistra ottiene il 42,44 %

| lunedì 17 Febbraio 2014 - 18:16
Pigliaru è il nuovo presidente della Sardegna | Il candidato del centrosinistra ottiene il 42,44 %

Con i complimenti dell’uscente Ugo Cappellacci, il nuovo presidente della Regione sarà Francesco Pigliaru. I dati definitivi hanno dato come vincitore il candidato del centro sinistra. Una vittoria annunciata già dalle prime ore dall’inizio dello spoglio.

Le operazioni di spoglio si sono concluse. Francesco Pigliaru vince con il  42,44 per cento davanti ad Ugo Cappellacci col 39,65 per cento, mentre si ferma al 10,3 per cento l’outsider Michela Murgia. Il dato definitivo è stato comunicato dall’Ufficio Elettorale.

“Faremo tutto quello che abbiamo detto e ci daremo una squadra adeguata alla sfida”, ha detto il vincitore appena giunto nella sede elettorale di via Bottego a Cagliari, con moglie e figli. Pigliaru ha confermato la telefonata di congratulazioni di Ugo Cappellacci – “è stato molto cortese” – e quella di Matteo Renzi, neo incaricato premier, che si è congratulato per “la grande vittoria”.

Pigliaru, d’altronde, è anche una vittoria di Renzi, in quella che fino a ieri era considerata una delle regioni più antirenziane d’Italia. Era stato infatti il neo premier a risolvere i contrasti sorti nel Pd sardo, proponendo la candidatura di Pigliaru, dopo il ritiro della vincitrice delle primarie, Francesca Barracciu, colpita da un avviso di garanzia per 30 mila euro di rimborsi sospetti.

“Una responsabilità importante ma sono felice – ha proseguito Pigliaru. – Usciamo da 5 anni difficilissimi per la Sardegna e ai sardi voglio dire che siamo qui per fare quello che abbiamo detto”. Nonostante il fair play, il vincitore delle elezioni sarde non ha risparmiato un attacco al suo avversario Ugo Cappellacci, berlusconiano di ferro, affermando che “dall’altra parte c’erano proposte irricevibili” e “zone franche improbabili”.

L’affluenza definitiva alle urne è stata del 52,23 per cento: hanno cioè votato 773.249 elettori su 1.480.332 iscritti. Un dato in netto calo rispetto alle ultime consultazioni regionali del 2009 quando andò alle urne il 67,58 per cento degli elettori. “Certo l’affluenza sempre più bassa è un problema che chiama in causa la politica e che – osserva Gianni Cuperlo, del Pd – deve interrogare anche chi governerà la Sardegna. Io mi auguro che le capacità di Pigliaru e di chi insieme a lui guiderà la Regione riescano a rimotivare i cittadini sardi che – conclude – hanno bisogno di segnali forti per ritrovare una fiducia che la crisi sociale ed economica ha fortemente indebolito”.

“Ci hanno scelto 70 mila sardi e solo una legge liberticida e antidemocratica impedirà a queste persone di avere una rappresentanza in Consiglio regionale”. Questo il commento della scrittrice Michela Murgia, candidata a presidente della Regione per la coalizione “Sardegna Possibile”, che appena arrivata nella sua sede elettorale di via San Benedetto a Cagliari, ha letto un discorso scritto con il suo gruppo politico perché, ha spiegato, “serviva qualcosa di ben ragionato”.

Un dato, quello dell’affluenza, che ha scatenato polemiche e preoccupazioni esattamente come il procedere a rilento dello spoglio nelle province della regione. “In Sardegna lo spoglio va così a rilento che farà prima Matteo Renzi a diventare presidente della Repubblica”, hanno scherzato alcuni utenti su Twitter.

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