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‘Ndrangheta, blitz della Polizia: 34 arresti | Controllavano l’economia della Brianza

Trentatré persone sono finite in manette in Lombardia per i reati di associazione mafiosa, riciclaggio, usura, estorsione, corruzione, esercizio abusivo del credito e intestazione fittizia di beni e società; reati in gran parte aggravati dall’utilizzo del metodo intimidatorio tipicamente mafioso e dalla finalità di agevolare l’attività dell’associazione mafiosa.

Le indagini hanno evidenziato che il sodalizio tra gli arrestati, assumendo anche la reggenza della “locale” ‘Ndrangheta di Desio (espressione della famiglia calabrese in Brianza) ha approntato e gestito a Seveso, nella provincia di Monza Brianza, una vera e propria “banca clandestina” attraverso cui sono stati commessi i reati, anche grazie a un’ampia rete di società di copertura e alla collusione di dipendenti postali e bancari e di imprenditori.

Praticando l’usura e il riciclaggio di flussi di denaro di provenienza delittuosa, l’organizzazione, oltre a esportare capitali in Svizzera e a San Marino, li ha reimpiegati acquisendo il controllo di attività economiche, in particolare nel settore edilizio, dei trasporti, della nautica, delle energie rinnovabili, del commercio, della ristorazione, e degli appalti e lavori pubblici.

“Nessuno degli imprenditori o commercianti vittima di usura ha mai presentato denuncia all’autorità giudiziaria”: secondo il gip di Milano Simone Lueri la paura bloccata le vittime dell’organizzazione mafiosa sgominata oggi da un blitz che ha portato 33 persone in manette. Le mani della ‘ndrangheta erano sul territorio della Brianza, tramite una sorta di “Banca d’Italia” da cui dovevano passare le vittime delle estorsioni.

Il presunto capo del clan smantellato è Giuseppe Pensabene, detto “Papa” o “Sovrano”. Lui e il suo gruppo hanno operato “come una vera e propria banca clandestina” disponendo di un’enorme quantità di denaro liquido.

Redazione

Si24 è un quotidiano online di cronaca, analisi, opinione e approfondimento, fondato nel 2013 e con sede a Palermo. Il direttore responsabile ed editore è Maria Pia Ferlazzo.

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