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Arcigay Palermo, Mirko Pace è il nuovo presidente | Tra i suoi obiettivi il sostegno agli immigrati omosessuali

Si chiama Mirko Pace, palermitano di 27 anni, studente in Filosofia, da grande vuole fare il bibliotecario e, domenica scorsa, è stato eletto nuovo presidente di Arcigay Palermo. La sua è stata una candidatura fortemente voluta da tutta l’associazione e anche da Daniela Tomasino, presidente uscente.

Tra i punti del suo programma il primo è certamente quello di trovare una sede per l’associazione in città: “Per adesso siamo sempre stati ospitati da altre associazioni come il Blow up o Amnesty – racconta Mirko – chiederemo al comune di darci una sede da condividere con le altre associazioni Lgbt e poi cominceremo una serie di attività per sostenere economicamente la sede. E’ importante per noi avere un posto dove ospitare i ragazzi che hanno conflitti con le famiglie dopo che fanno coming out e non sanno dove andare”.

Ha le idee molto chiare Mirko, che si è avvicinato all’Arcigay dapprima come volontario per il Pride 2012 e poi come coordinatore dei volontari per l’ultima edizione del Pride. “Un altro punto importante sul quale lavoreremo è uno sportello per la ‘Migration’ e cioè per tutti i migranti Lgbt che hanno bisogno di sostegno. È un’esigenza manifestata da Anna Vasile, una volontaria dell’Arcigay rumena che ha proposto di offrire questo servizio, che attualmente è attivo solo la domenica dalle 15 alle 19 all’ospedale Civico padiglione malattie della migrazione e gestito proprio da lei, ma servono altri volontari”. Un servizio innovativo dove Palermo risulta essere una pioniera: sono pochissimi, infatti, in Italia sportelli come questi.

Terzo punto del programma di Mirko è rafforzare un gruppo ‘salute’ all’interno dell’associazione che si occupi di politiche di prevenzione per l’Hiv e di tutte le malattie sessualmente trasmissibili “I ragazzi usano il preservativo come contraccettivo e non come protezione dalle malattie quindi tra gay è poco utilizzato – spiega Mirko – bisogna lavorare anche sullo stigma della sieropositività, spesso i soggetti sieropositivi vengono esclusi dalla comunità”.

Per quanto riguarda il problema dell’omofobia a Palermo la situazione è molto migliorata: “Grazie alle grandi manifestazioni come il Pride la città sta cambiando – aggiunge il neo presidente – ma dobbiamo stare sempre all’erta perchè al nord sono diversi i gruppi vicini a Forza Nuova che sono nati e non hanno buone intenzioni”. Il 17 maggio è la giornata mondiale contro l’omofobia e a Palermo si celebrerà con un convegno sulla teoria di genere “C’è ancora troppa confusione sulla questione, bisogna fare un po’ di chiarezza”.

Alessia Rotolo

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Alessia Rotolo
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