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Fini-Giovanardi, il governo ripristina le tabelle| ma per reati e pene rinvia il testo al Parlamento

Un intervento amministrativo per colmare il vuoto legislativo, causato dall’intervento della Consulta sulla cosiddetta legge Fini-Giovanardi che equiparava le droghe leggere a quelle pesanti livellando verso l’alto reati e pene.

Ma chi si aspettava dall’esecutivo Renzi una presa di posizione “globale” sul tema, magari ripristinando alcuni articoli della legge contestata, è rimasto parzialmente deluso. Il governo, nel corso del consiglio dei ministri di questa mattina, ha ripristinato le tabelle della legge Fini-Giovanardi sia per gli stupefacenti che per le componenti oppiacei dei farmaci. Decisione attesa, dopo che il consiglio regionale dell’Abruzzo ha dato il via libera ad un ddl che carica sui costi del servizio sanitario nazionale l’acquisto di farmaci cannabinoidi.

“Siamo intervenuti per ripristinare le tabelle della Fini-Giovanardi solo in via amministrativa sia per gli stupefacenti che per i medicinali”, ha detto il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin che sulla parte penale del testo normativo rimanda la discussione all’esame dell’aula parlamentare: “Non incidiamo sulla parte penale dopo la sentenza della Corte Costituzionale e rinviamo la discussione sul decreto a un approfondimento interministeriale e parlamentare sulla configurazione dei reati e che certamente non si può fare sull’onda dell’emergenza”, aggiunge.

“Siamo anche intervenuti” per evitare che alcune “sostanze vietate sarebbero diventate legali su tale territorio”, ha concluso. Le tabelle sono state ripristinate dal punto di vista amministrativo non solo per la questione legata agli stupefacenti ma anche per i farmaci relativi alla terapia del dolore.

Il Consiglio dei ministri, inoltre, ha approvato il decreto legge sui medicinali “off label”, proposto dalla Lorenzin dopo lo scandalo Roche-Novartis. Il provvedimento mira a rispettare il vincolo di legge che vieta l’utilizzo di un farmaco off label se non sussistano sperimentazioni cliniche almeno di fase II ma, allo stesso tempo, consentirà l’avvio, anche d’ufficio, di sperimentazioni cliniche sui farmaci da utilizzare anche “off label”, ossia per patologie diverse da quelle autorizzate in origine. Nel decreto si attribuisce ad Aifa il potere di iniziare d’ufficio la sperimentazione clinica, finanziandola con propri fondi.

Elena Di Dio

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Elena Di Dio
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