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Il gip di Messina ha chiesto l’arresto per Francantonio Genovese | Finiscono ai domiciliari altre quattro persone

di Redazione

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Il gip di Messina ha chiesto l’arresto per Francantonio Genovese | Finiscono ai domiciliari altre quattro persone

| mercoledì 19 Marzo 2014 - 07:30
Il gip di Messina ha chiesto l’arresto per Francantonio Genovese | Finiscono ai domiciliari altre quattro persone

Il Gip di Messina ha accolto la richiesta di arresto della locale Procura per il parlamentare nazionale del Pd Francantonio Genovese (leggi la scheda) nell’ambito di un’inchiesta sulla formazione. Il provvedimento è sospeso ed è stato inviato alla presidenza della Camera.

Quattro persone sono state sottoposte agli arresti domiciliari da polizia e guardia di finanza nell’ambito del proseguo dell’inchiesta della Procura di Messina sulla formazione professionale che è sfociata anche nella richiesta di arresto del deputato nazionale del Pd Francantonio Genovese. Si tratta di Salvatore La Macchia (ex capo della segreteria tecnica dell’ex assessore regionale alla Formazione Mario Centorrino), Stefano Galletti, Roberto Giunta e Domenico Fazio. Sono accusati di associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio, al peculato e alla truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche destinate al finanziamento di progetti formativi tenuti da numerosi centri di formazione professionale.

Oltre ai già noti Lumen, Aram, Ancol sono finiti sotto inchiesta anche gli enti Enfap, Enaip, Ial, Training service L&C Learning e consulting, Cesam, Ecap, Esofop, Apindustria e Reti. Le indagini, coordinate dal procuratore aggiunto, Sebastiano Ardita, e dai sostituti, Camillo Falvo, Liliana Todaro, Fabrizio Monaco e Antonio Carchietti, avrebbero permesso di accertare che i soggetti indagati, attraverso gli Enti di formazione e società appositamente create, grazie a prezzi gonfiati per l’acquisto di beni e servizi o, addirittura, a prestazioni totalmente simulate, sottraevano a loro vantaggio i fondi assegnati per lo svolgimento dei corsi di formazione. La gran parte degli indagati sono risultati tra loro legati da vincoli di parentela e di assoluta fiducia.

È la prima volta, in questa legislatura, che è richiesto l’arresto di un parlamentare. Il provvedimento del Gip, che ipotizza il reato di associazione per delinquere, riciclaggio, peculato e truffa, di richiesta di autorizzazione, dispone gli arresti in carcere. L’atto è stato già notificato da Guardia di finanza e da agenti della squadra mobile della Questura di Messina alla presidenza della Camera, che darà il via all’iter per la richiesta di autorizzazione.

“Il parlamentare, nel corso del tempo ha acquisito, grazie ad una rete di complici riferibili anche alla propria famiglia, il controllo di numerosi enti di formazione operanti in tutta la Sicilia e, parallelamente, di una serie di società che gli hanno permesso di giustificare le appropriazioni, così da lucrare illeciti profitti”. Lo scrivono gli investigatori sul rapporto che ha portato alla richiesta di arresto del parlamentare nazionale del Pd Francantonio Genovese, firmata dal Gip di Messina e depositato alla presidenza della Camera dei deputati.

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