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Crimea, ispettori di Kiev al confine russo | Assaltata la sede della marina ucraina

Non accenna ancora a  risolversi la situazione in Ucraina. Stamattina circa 200 miliziani filo-russi hanno assaltato il quartier generale della Marina Militare ucraina, nel porto di Sebastopoli, in Crimea, dove ha base la Flotta russa del Mar Nero. Lo ha riferito un portavoce militare di Kiev, Sergiy Bogdanov. Kiev alza la voce con la Crimea. Il presidente Oleksander Turchynov ha dato un ultimatum di tre ore per ottenere la liberazione del comandante delle Marina ucraina, contrammiraglio Serhiy Haiduk, catturato dopo che aveva negoziato l’abbandono della struttura con il capo della Flotta russa del Mar Nero, vice ammiraglio Alexander Vitko.

“È stato bloccato, non aveva alcun posto dove andare”, ha affermato Yeskin, “è stato costretto a uscire e quindi portato via”. Nel frattempo dalla base navale sarebbe in corso un vero e proprio esodo dei militari di Kiev sotto la sorveglianza dei miliziani locali, ufficialmente per “proteggerli da possibili provocazioni”. L’abbandono della struttura da parte delle forze di Kiev sarebbe il frutto delle trattative condotte dal responsabile della Flotta russa del Mar Nero, vice ammiraglio Alexander Vitko, e dall’ammiraglio a riposo Yuriy Ilyin, ex capo dello stato maggiore interforze dell’Ucraina.

Nel frattempo i miliziani filo-russi hanno attaccato un’altra base navale ucraina in Crimea, quella di Novozerne, situata nella parte occidentale della penisola ma più a nord rispetto al porto di Sebastopoli, dove nel frattempo manifestanti locali hanno occupato il quartier generale della Marina Militare di Kiev. Secondo Vladislav Seleznev, portavoce del ministero della Difesa dell’Ucraina, gli assalitori hanno utilizzato un trattore per sfondare il cancello all’ingresso del complesso di Novoozerne, dove peraltro sono stati affrontati da soldati armati. La situazione attualmente sarebbe di stallo.

E il primo ministro ad interim dell’Ucraina, Arseniy Yatsenyuk, ha ordinato al proprio vice Vitaliy Yarema e al ministro della Difesa, Ihor Tenyukh, di partire alla volta della Crimea per “risolvere la situazione” dopo l’occupazione della penisola da parte delle forze filo-russe. Lo ha annunciato il portavoce del governo di Kiev, Ostap Semerak. Loro compito, ha spiegato, sarà “garantire che il conflitto non assuma carattere militare”. All’ingresso sono state issate tre bandiere della Federazione Russa.

Intanto un gruppo di ispettori di Kiev è arrivato a Belgorod, sud della Russia, per accertarsi, sulla base del Documento di Vienna del 2011, che non vi sia attività militare non dichiarata ai confini con l’Ucraina. L’ex segretario di Stato Usa, Hillary Clinton, torna ad attaccare il presidente russo, Vladimir Putin: “Vuole riscrivere le frontiere dell’Est” annettendo le zone russofone.

La tensione resta alta ieri in una sparatoria davanti a una base ucraina a Simferopoli ci sono stati – affermano fonti di Kiev – almeno un morto e due feriti. Mentre la polizia locale precisa che i morti sono stati due, un soldato ucraino e un elemento delle `Forze di autodifesa´ filo-russe, e uno per parte pure i feriti.

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