Renzi incontenibile: “#allafacciadeigufi” | La soddisfazione del premier per il Def

di Maria Teresa Camarda

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Renzi incontenibile: “#allafacciadeigufi” | La soddisfazione del premier per il Def

| mercoledì 09 Aprile 2014 - 08:18

Approvato il Def, il premier Renzi non riesce a trattenere la soddisfazione. E non attende nemmeno che il sole sia alto per mostrarla a tutta Italia attraverso Twitter.

“I gufi sono serviti. Ai professionisti della sfiga è andata male anche stavolta. Non hanno capito – dice il primo ministro in un’intervista al Corriere della Sera – una cosa fondamentale di me: io non sto fermo. Appena raggiungo un obbiettivo, rilancio subito. È così che faremo la nostra rivoluzione”.

“Avevano scritto e detto che avrei tagliato la sanità; invece no, la sanità non si tocca – continua Renzi – però taglio gli stipendi dei dirigenti pubblici e faccio pagare un miliardo alle banche. E sa quale sarà la prossima tappa? La prossima tappa sarà una campagna on line: ‘E tu cosa taglieresti?’. Partiamo subito, già nei prossimi giorni. Chiediamo ai cittadini di segnalare al governo gli sprechi, gli enti inutili, le complessità burocratiche, i privilegi odiosi, i pasticci amministrativi”.

La revisione della spesa pubblica prevista dal Consiglio dei Ministri nel Documento di Economia e Finanza “consentirà risparmi pari a circa 4,5 miliardi nel 2014 e fino a 17 e 32 miliardi rispettivamente per il 2015 e il 2016 in termini cumulati”.

>COSA È IL DEF

“I tagli continueranno: nessun consigliere regionale potrà guadagnare più del sindaco del Comune capoluogo; ‘rimborsopoli’ è finita, tutto il sistema sarà rivisto radicalmente. E proseguiremo con le burocrazie, i dirigenti della pubblica amministrazione, i mandarini dei ministeri. Non mi pare una misura punitiva stabilire che nessuno tra coloro che lavorano per lo Stato potrà guadagnare più del presidente della Repubblica. Del resto io come presidente del Consiglio guadagno centomila euro l’anno, e non mi lamento. Perche’ un burocrate deve guadagnare, che so, dieci volte più del presidente del Consiglio?”.

E sulle riforme il premier ribadisce che il Pd lo seguirà: “Il partito ha deciso e si ricompatterà, anche in Senato. Chiti (il senatore che ha presentato un ddl opposto a quello di Renzi sulla riforma del Senato, n.d.r.) cerca visibilità, e pazienza; ma alla fine ci ritroveremo uniti. Non a caso ho voluto mandare un messaggio di apertura ai professori: basta polemiche, siamo pronti alla discussione, anche sulla composizione del prossimo Senato; ma dev’essere chiaro che i senatori non saranno eletti, non avranno stipendio, non voteranno la fiducia al governo né le leggi di bilancio”.

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