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La rabbia di Antonello Cracolici: “Sono vittima di Crocetta | e del circo barnum della pseudo-antimafia”

“Sono vittima del presidente Crocetta e della rappresaglia del circo barnum della pseudo antimafia”. Duro l’attacco dell’ex capogruppo del Partito democratico all’Ars, Antonello Cracolici – dopo l’esclusione dalle liste per le elezioni europee del 25 maggio, decisa ieri in un’accesissima direzione nazionale. “Non possiamo permettere – afferma Cracolici – che la lotta per la legalità diventi uno strumento per costruire i propri destini personali”.

“Siamo dentro l’antimafia della mistificazione permanente – continua Cracolici. – Per me è stato quasi incredibile vedere un presidente della Regione che, durante una direzione nazionale del partito, si alza in piedi per schierarsi contro la candidatura di una persona come Caterina Chinnici, magistrato di indubbia moralità, soltanto perchè ha fatto parte del governo di Raffaele Lombardo, oggi indagato per i suoi presunti rapporti con la mafia, proponendo la candidatura di Giuseppe Lumia che delle larghe intese di Lombardo con il Pd fu proprio un grande sostenitore”.

“In definitiva, sono stato tolto dalla lista del Pd senza un perchè – prosegue Cracolici. – E si crea un precedente gravissimo nella storia del Partito democratico: non esiste, infatti, nessuna regola statutaria che possa giustificare la mia esclusione dalle liste, votata da un organismo regionale e sottoposta alla direzione nazionale. Si potrebbe escludere soltanto per fatti che attengono alla morale o per problemi di incompatibilità con le politiche il Partito intende portare avanti. E non mi pare che sia questo il caso”.

Tra l’altro, per il parlamentare dell’Ars, non sarebbe stato possibile escluderlo sulla base dei limiti di mandato, in quanto i mandati regionali non sono cumulabili con le candidature nazionali. “Ma soprattutto – spiega il presidente della Commissione Affari istituzionali dell’Ars – il limite di mandato prevede tre mandati e io sono ancora a metà della seconda legislatura”.

Per alcuni esponenti del Partito democratico, le ragioni dell’esclusione sarebbero state legate alle inchieste giudiziarie sulle spese dei gruppi all’Ars, essendo stato Cracolici capogruppo del Pd nella scorsa legislatura regionale. “Non sono nemmeno riusciti a dirlo ad alta voce – attacca – che questo era il loro pensiero perchè sanno che io non ho niente da nascondere. E sono anche stato il primo a parlarne in Aula”.

La conferenza stampa di oggi a Palazzo dei Normanni, sede del Parlamento regionale, è stata convocata subito dopo la direzione nazionale e dopo che il deputato aveva manifestato la propria rabbia per l’esclusione dalle candidature sui social network, attaccando il presidente della Regione Rosario Crocetta proprio sul tema a lui più caro: l’antimafia. “Ho subito la vendetta trasversale tipicamente mafiosa dal duo Crocetta-Faraone. Non sarò in lista ma continuerò in Regione”, ha scritto Cracolici, includendo nello sfogo anche il parlamentare nazionale Davide Faraone, della segretaria di Matteo Renzi, che avrebbe spinto il governatore al colpo di mano notturno con cui ha nominato, senza attendere le indicazioni dei partiti, la nuova giunta.

“Non sono in lista – conclude Cracolici – ma chi mi conosce sa che, nonostante la rabbia che provo in questo momento, io sono un uomo del Pd e non mancherò dunque di fare campagna elettorale per i miei candidati. E tra questi ci sarà certamente Caterina Chinnici”.

Il parlamentare regionale del Pd commenta anche le vicende che hanno portato il sindaco di Lampedusa Giusi Nicolini ad accettare la candidatura alle Europee e per poi ritirarla poche ore dopo. “Sono sconcertato da quello che è successo. Siamo riusciti a nominare tre capilista nello stesso giorno. Questo significa che il nostro partito in Sicilia non ha un vero coordinamento e che mentre uno pensa di comandare, c’è qualcun altro che comanda sottobanco incontrando gente nei bar (riferimento a Davide Faraone che si è recato direttamente a Lampedusa per convincere il primo cittadino ad accettare la candidatura, n.d.r.)“.

Cracolici si è definito “uomo del Pd”, a differenza del presidente della Regione Crocetta che, dice, “usa il Pd come fosse un autobus da cui salire e scendere a seconda delle convenienze”.

Maria Teresa Camarda

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Maria Teresa Camarda
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