Ospedali psichiatrici giudiziari, stop nel 2015 | Restano ancora aperte sei strutture

di Redazione

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Ospedali psichiatrici giudiziari, stop nel 2015 | Restano ancora aperte sei strutture

| giovedì 24 Aprile 2014 - 16:53
Ospedali psichiatrici giudiziari, stop nel 2015 | Restano ancora aperte sei strutture

Ancora un anno di attesa per la chiusura degli Ospedali psichiatrici giudiziari (Opg): l’Aula del Senatoha infatti approvato oggi il dl sul superamento degli Opg, che proroga all’aprile 2015 il termine per la loro sostituzione con le nuove strutture sanitarie per l’esecuzione delle misure di sicurezza, le cosiddette Rems. Una proroga – il testo passa ora alla Camera – considerata da alcune forze politiche come una ”sfida”, mentre per altre si tratta della conferma del ”fallimento” dello Stato.

Sotto i riflettori da tempo, gli Opg vennero definiti dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, nel 2012, un ”autentico orrore indegno di un paese appena civile”. E sempre Napolitano ha espresso ”rammarico”, solo poche settimane fa, per aver dovuto firmare il decreto di proroga per la loro chiusura. Il provvedimento prevede comunque delle novità, in vista dello stop definitivo nel 2015: innanzitutto, la permanenza negli Opg dovrà avere una durata massima non superabile e pari al massimo della pena prevista per il reato che è stato commesso.

Precedentemente era prevista solo una durata minima e, di fatto, la mancanza di un tetto massimo ha spesso comportato il trattenimento per periodi illimitati delle persone nelle strutture. Per reati molto gravi, in particolare delitti per i quali la legge prevede l’ergastolo, è invece prevista la permanenza negli Opg fino a quando i soggetti continueranno ad essere socialmente pericolosi. Il testo prevede inoltre lo stop a nuovi ricoveri, programmi individualizzati di dimissione e formazione degli operatori. Divisi i giudizi: oggi, afferma il sottosegretario alla Giustizia Cosimo Ferri, ”il Senato ha approvato una norma equilibrata che introduce un basilare principio di civiltà giuridica” poichè ”la norma stabilisce che la restrizione all’interno degli Opg non possa essere senza limiti di tempo”.

E se per la senatrice Nerina Dirindin (Pd) la chiusura degli Opg è una ”sfida da affrontare”, per la presidente della commissione Sanità Grazie De Biasi “il voto di oggi al Senato lascia amarezza ma è indispensabile perché Regioni e Ministero attuino un vero e proprio programma di superamento degli Opg, che ci consenta di dire che questa è l’ultima proroga che abbiamo votato”.

I senatori del Pd Luigi Manconi e Sergio Lo Giudice sottolineano inoltre come le nuove norme aboliscano di fatto gli ”ergastoli bianchi”. Parla invece di ”ennesimo rinvio” e ”spot elettorale” Elisabetta Alberti Casellati (Fi), e Luigi d’Ambrosio Lettieri, capogruppo FI-Pdl in Commissione Sanità, spiega il motivo dell’astensione dei senatori di Fi dal voto sul Dl: ”nasce da un forte disagio per un ulteriore rinvio della chiusura di strutture che rappresentano una vergogna nazionale. Le istituzioni non possono dichiarare fallimento”, afferma. Attualmente, secondo gli ultimi dati forniti dalla Societa’ italiana di psichiatria, i detenuti-pazienti nei sei Opg attivi in Italia sono circa mille. Le strutture in chiusura sono gli Opg di Castiglione delle Stiviere (Lombardia), quello di Reggio Emilia (Emilia Romagna), l’Opg di Montelupo Fiorentino (Toscana), quello di Secondigliano e quello di Aversa (Campania), l’Opg di Barcellona Pozzo di Gotto (Sicilia).

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