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L’ennesima vergogna del calcio italiano

L’ennesima vergogna del calcio italiano. Hai voglia di dire che gli incidenti che hanno originato la bagarre dell’Olimpico sono stati causati da delinquenti che poco hanno a che fare con la tifoseria. Cosa è successo davvero lo capiremo meglio nelle prossime ore ma intanto becchiamoci un’altra figuraccia sul palcoscenico del calcio internazionale. Le immagini dell’Olimpico hanno già fatto il giro del mondo e sembrano quasi certificare il crollo non solo del calcio italiano ma di un sistema Italia che non aspetta altro che fare casino.

Matteo Renzi, che era in tribuna, è stato sul punto di lasciare l’Olimpico prima ancora che cominciasse la partita tra Fiorentina e Napoli. Ma alla fine è rimasto e ha così avuto modo di ascoltare con sdegno i fischi all’inno nazionale che come da copione ha introdotto la finale di coppa Italia. L’ennesimo sfregio all’identità italiana, l’ennesimo sfregio alla civiltà. Ci auguriamo che già da domani si prendano provvedimenti esemplari per arginare questa vergogna. Lo fece Margaret Thatcher, che in pochissimo tempo – e col pugno di ferro – spazzò via il fenomeno hooligans ridando dignità al calcio inglese. Se per combattere la mafia abbiamo varato leggi speciali facciamolo anche col calcio che è un biglietto da visita non indifferente di questo Paese.

Le lezioni quotidiane che ci vengono da tutti i Paesi più avanzati del calcio europeo evidentemente non servono nulla. Guardare una partita inglese o tedesca non è la stessa cosa che guardarne una italiana e questo al di là del valore tecnico delle squadre in campo che già, di per sè, fa la differenza.

Siamo stufi di assistere a scene di guerriglia urbana, di vedere centinaia poliziotti impegnati – e a volte anche picchiati – per espletare un servizio d’ordine pubblico che in un paese civile dovrebbe essere ridotto al minimo: ci siano ben altre emergenze in questo Paese. Siamo stufi di assistere alle “trattative” con i capi tifosi per decidere se la partita va giocata o no, se in silenzio oppure col tifo. Soprattutto se il tifoso che dà l’ok (quasi fosse il questore) è uno che sulla maglietta aveva la scritta “Speziale libero”, richiamando quindi un’altra pagina buia del calcio: quella del derby Catania – Palermo del 2 febbraio 2007, quando negli scontri con i tifosi venne ucciso il poliziotto Filippo Raciti. Siamo stufi di vedere delinquenti anziché tifosi. E meno male che proprio ieri il Papa aveva fatto le sue brave raccomandazioni.

Proprio ieri questo giornale dopo l’eliminazione della Juventus aveva sottolineato il crollo del calcio italiano che è non solo tecnico ma soprattutto culturale. Non abbiamo educazione sportiva, forse non abbiamo educazione a niente. Abbiamo trasformato una festa in un funerale. Che vergogna.

Guido Monastra

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Guido Monastra
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