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Sanità siciliana, il caso Zappia e il rebus dei manager

Il primo a cadere, nella faida politica tutta siciliana che riguarda le nomine a manager delle aziende sanitarie, è Mario Zappia, indicato dalla Giunta di governo come direttore generale dell’Asp di Catania, (commissario straordinario dell’Asp di Siracusa da quasi due anni per decisione del Governatore) e adesso destinatario di una decisione di segno opposto.

Il motivo “ufficiale” è che l’incarico a Zappia, che ha superato con ottimi risultati le selezioni della commissione esaminatrice del governo e ha avuto buone performances nella gestione delle aziende, è “inconferibile” perchè fino al luglio 2012 ha diretto l’Oasi di Troina mentre il bando prevedeva tra i requisiti il non aver diretto negli ultimi due anni strutture private. Insomma, Zappia sarebbe presumibilmente out fino al prossimo 1 agosto.

Una motivazione che però appare pretestuosa, o quanto meno molto forzata, considerato che l’Oasi di Troina è un IRCCS, cioè un Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico, quindi un Ente Sanitario di rilevanza nazionale, e che la legge regionale 5 che ha riformato la sanità regionale, all’articolo 4, prevede che gli IRCSS “partecipano alla elaborazione degli atti della programmazione sanitaria regionale” pertanto non in concorrenza con gli Enti sanitari regionali e quindi razionalmente in linea con la conferibilità anche ai sensi della L. 39/2013

La verità è che dopo un anno e mezzo di temporeggiamento con la gestione commissariale – che stava bene soprattutto a Crocetta ma anche ad altri deputati – è arrivata una nuova sollecitazione da parte del Ministero che ha chiesto (imposto?) di procedere subito alle nomine. E nel bel mezzo della campagna elettorale per le Europee l’atmosferà è tornata incandescente.

Nel dettaglio, Zappia è osteggiato da una parte del Pd che fa capo a Cracolici (presidente della commissione Ars che deve valutare le nomine) ma sta bene a un’altra robusta frangia del partito, è ritenuto vicino all’assessore Borsellino che però non ha forza specifica per sostenerlo, sta bene a Crocetta che però potrebbe “cedere” alle pressioni nell’ambito di una più ampia trattativa che possa riportare un po’ di serenità.

Di sanitario, ovviamente, non c’è nulla. Ma questo non sorprende nessuno perchè le nomine sanitarie – le più importanti fra quelle di sottogoverno – sono sempre state oggetto di scontro politico. La vicenda è lo specchio più fedele della frattura interna alla maggioranza (forse presunta) che sostiene Crocetta. Dopo il grottesco balletto delle nomine – che ha caratterizzato tutto il 2013, con la Borsellino a disattendere regolarmente ogni scadenza prevista -, dopo l’analisi dell’Agenzia ministeriale Agenas che aveva valutato requisiti e curricula dei candidati, dopo le nomine della Giunta e il successivo stop della commissione sanità dell’Ars, adesso la trattativa appare molto elettorale.

Zappia cade, almeno per il momento (perchè ci sarà spazio per ricorsi) ma potrebbe non essere l’unico. Dipende da chi avrà più abilità a muovere i pezzi nella scacchiera.

Redazione

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