Categorie: Elezioni Europee 2014

Diciassette eletti ma le “stelle” non brillano | M5S in silenzio: “Beppe? A quest’ora dorme”

Avevano sperato di conquistare Bruxelles e nello stesso tempo di consegnare un atto di sfratto a Matteo Renzi per Palazzo Chigi, ma le urne non hanno dato i risultati sperati. Quasi venti i punti percentuali che separano il Partito democratico dal Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo: derby nazionale vinto, quindi, dal segretario nazionale del Pd che, in campagna elettorale, ne aveva fatto una sorta di guerra personale.

I pentastellati al Parlamento europeo dovrebbero essere 17, ma le percentuali non sono quelle in cui avevano sperato. Ma nella lunga notte elettorale i grillini non commentano, si sono chiusi in un silenzio stampa a cui non siamo abituati. “È nostra abitudine basarci sui fatti. Non commentiamo – dice Roberta Lombardi, prima capogruppo alla Camera per il gruppo M5S. – Sarà una lunga notte. Aspettiamo domani, rimandiamo al dato certo per fare tutte le valutazioni del caso”. E a chi le chiede se da Roma abbiano sentito Beppe Grillo, risponde con ironia amara: “Beppe? A quest’ora dorme”.

E il senatore dissidente espulso Francesco Campanella si prende una rivincita su Facebook: “La migliore riforma del M5S è che Grillo regali il simbolo al movimento, gli attivisti lo riprendano in mano rimuovendo i cerchi magici e coloro tra i portavoce che si sono trasformati da portavoce degli elettori in portavoce del capo. Usando una vecchia espressione: bisogna assaltare il quartier generale”.

E sul web si scatena l’ironia dei dissidenti che hanno trasformato il grido di battaglia dei grillini “#vinciamonoi” in “#vinciamopoi”.

Un momento di ottimismo arriva sul profilo Facebook del deputato M5S Alessandro Di Battista, che a notte fonda ha scritto: “Grazie a tutti gli attivisti, a tutti i volontari, a tutti i miei fantastici colleghi che si sono impegnati come pazzi per combattere per il bene comune. Sono momenti duri e vanno vissuti tutti, fino in fondo. Io sono fiero di quel che abbiamo fatto questi mesi. Non mollerò certo adesso. Credo fermamente che il M5S andrà al governo. Il cambiamento culturale è lento, più lento del previsto, ma è inarrestabile. Buona notte a tutti. Già dalla prossima settimana continuerò con le agorà (come me faranno tantissimi colleghi) e continuerò a fare tutto quel che abbiamo fatto. Portare le nostre idee e i valori dell’onestà in Parlamento, stare sempre in mezzo alla gente provando a far capire ancora con più forza (le delusioni possono anche darti più forza se credi in quel che fai) che oggi ci stiamo noi in Parlamento ma domani ci sarà qualcun altro, continuerò a restituire i soldi e a fare il portavoce. Buona notte a tutti. A riveder le stelle!”.

Maria Teresa Camarda

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  • Bisogna urlare di meno e riformare il movimento seguendo queste sagge indicazioni, “La migliore riforma del M5S è che Grillo regali il simbolo al movimento, gli attivisti lo riprendano in mano rimuovendo i cerchi magici e coloro tra i portavoce che si sono trasformati da portavoce degli elettori in portavoce del capo."
    Clara

  • Fra poco il trionfatore applicherà il fiscal compact, 50 miliardi sonanti all'anno per 20 anni. Vedremo le risate di questa scelta pro Troika. La Vittoria del PD è una tragedia per il paese che ha consegnato le chiavi a Bruxelles.

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Maria Teresa Camarda
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