Ciro Esposito lotta tra la vita e la morte | Si valuta un possibile trasferimento per De Santis

di Redazione

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Ciro Esposito lotta tra la vita e la morte | Si valuta un possibile trasferimento per De Santis

| martedì 24 Giugno 2014 - 15:40
Ciro Esposito lotta tra la vita e la morte | Si valuta un possibile trasferimento per De Santis

Ciro Esposito “è morto”: ad affermarlo è l’agenzia LaPresse. Il tifoso, che lo scorso 3 maggio è stato ferito da colpi di arma da fuoco allo stadio Olimpico di Roma poco prima della finale di Coppia Italia disputata tra Napoli e Fiorentina, era già stato dichiarato “clinicamente morto” secondo alcune fonti della Questura.

La situazione era precipitata in seguito a un infezione polmonare e a un problema all’intestino e le sue condizioni si erano repentinamente aggravate. Intorno alle 13:30, un cappellano del Cristo Re ha dato l’estrema unzione a Ciro. “Resto qui fino all’ultimo, non me ne vado”, queste le disperate parole della madre del giovane, Antonella Leardi, che ripeteva ai parenti e amici accorsi al policlinico Gemelli pochi minuti prima della morte del figlio.

Nel frattempo, la Questura di Roma, allertata dalla possibilità di eventuali episodi di violenza, ha inviato delle pattuglie di controllo alla barriera autostradale di Roma sud. Nelle stazioni ferroviare di Napoli e Roma la Polfer avrà inoltre il compito di controllare ogni treno in partenza per la Capitale.

AGGIORNAMENTI

ore 19 – Ciro Esposito è cosciente ma sedato farmacologicamente. Lo comunica il professor Massimo Antonelli, direttore del Centro di Rianimazione del Policlinico A. Gemelli. “Le condizioni si sono ulteriormente aggravate nelle ultime 36 ore e i supporti vitali non riescono a tenere sotto controllo la funzionalità degli organi”, si legge nel bollettino.

ore 20 – Potrebbe essere trasferito già nelle prossime ore in una struttura protetta Daniele De Santis, l’ultrà romanista accusato di aver sparato a Ciro Esposito il 3 maggio prima della finale di Coppa Italia. De Santis, detenuto in un reparto del Policlinico Umberto I, per questioni di sicurezza potrebbe essere quindi destinato dal magistrato ad una struttura carceraria che abbia un reparto ospedaliero. Struttura che potrebbe essere anche fuori Roma.

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