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Duro attacco del M5S a Napolitano e “Renzie” | “Colpo di Stato. Mussolini ebbe più pudore”

di Maria Teresa Camarda

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Duro attacco del M5S a Napolitano e “Renzie” | “Colpo di Stato. Mussolini ebbe più pudore”

| venerdì 25 Luglio 2014 - 12:06
Duro attacco del M5S a Napolitano e “Renzie” | “Colpo di Stato. Mussolini ebbe più pudore”

Nuovo durissimo attacco del Movimento 5 Stelle al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Dopo che il Capo dello Stato non ha accettato – per “una indisposizione” – di incontrare le opposizioni di Camera e Senato, in marcia sul Colle contro l’uso della “tagliola” nella discussione delle riforme a Palazzo Madama, sul blog di Beppe Grillo è stato pubblicato un post che paragona il presidente a Mussolini. E quest’ultimo ne esce vincente.

“Un Parlamento votato con una legge incostituzionale, un presidente della Repubblica che nomina come e peggio di un monarca tre presidenti del Consiglio senza passare dalle elezioni, un patto per cambiare la Costituzione di cui nessuno sa un beneamato cazzo, fatto con un pregiudicato. Ora si vuole eliminare il Senato elettivo inserendovi i gerarchetti locali dei partiti e una Camera di nominati. Questo si chiama colpo di Stato. Mussolini ebbe più pudore. Non lo chiamò ‘riforme'”, scrivono.

“Il regista di questo scempio – prosegue il post – è Napolitano che dovrebbe almeno per pudore istituzionale dimettersi subito e con il quale le forze democratiche non dovrebbero avere più alcun rapporto. Il M5S non terrà d’ora in poi alcun contatto con un uomo che ha abdicato al suo ruolo di garante della Costituzione. Si spera che anche altre forze politiche si associno e lo isolino prima che sia troppo tardi, prima del buio a mezzogiorno”.

I grillini invocano poi la fine immediata della legislatura. “La via d’uscita da questa situazione è rappresentata da nuove elezioni, la legge c’è. È quella emendata dalla Corte costituzionale, con le preferenze e senza un abnorme premio di maggioranza. Il M5S non ha paura di tornare alle urne per rilegittimare il parlamento, anche domani se necessario. La minaccia di Renzie di nuove elezioni è una pistola scarica e lui lo sa”.

Ma il premier Renzi non ci sta e twittaLEGGI COSA HA SCRITTO

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