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La Siria apre agli Usa nella lotta ai terroristi | L’Onu: “In Iraq l’Isis fa pulizia etnica”

La Siria collaborerà nella lotta all’Isis e avrebbe detto sì ad azioni militari, “anche della Gran Bretagna e degli Usa” sul proprio territorio contro l’Isis, ma solo con “un pieno coordinamento con il governo siriano”. Lo ha detto oggi il ministro degli Esteri Walid al Muallim.

“Vi assicuro che se ci fosse stato un coordinamento tra gli Usa e il governo siriano, l’operazione non sarebbe fallita”, ha ripetuto il ministro di Damasco, a proposito del fallito blitz delle forze speciali Usa per liberare il giornalista James Foley, poi ucciso dall’Isis.

Intanto dalla Siria arriva finalmente una buona notizia: un altro reporter americano, Peter Theo Curtis, è stato liberato, quasi due anni dopo che era scomparso nel sud della Turchia e poi trasferito in territorio siriano.

E l’Alto commissario dell’Onu per i diritti umani Navi Pillay ha accusato l’Isis di compiere una “pulizia etnica e religiosa” in Iraq e ha chiesto di giudicare i responsabili di eventuali crimini contro l’umanità. “Gravi e orribili violazioni dei diritti umani sono compiute ogni giorno”, ha aggiunto. Pillay ha citato inoltre casi di conversioni forzate, rapimenti, abusi sessuali, schiavitù, oltre alla distruzione di importanti siti religiosi o culturali, esortando la comunità internazionale “ad assicurarsi che gli autori di questi odiosi crimini non restino impuniti”.

Lunedì l’uccisione di almeno 11 persone e il ferimento di oltre 30 per un attentato suicida contro una moschea sciita nel settore est di Baghdad; un attacco che giunge tre giorni dopo quello che ha colpito una moschea sunnita a nord-est della capitale, provocando almeno 70 morti.

 

Redazione

Si24 è un quotidiano online di cronaca, analisi, opinione e approfondimento, fondato nel 2013 e con sede a Palermo. Il direttore responsabile ed editore è Maria Pia Ferlazzo.

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