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Venezia71 Più o Meno: le pagelle del 5 settembre | L’ultimo giorno di cinema in Laguna FT

di Roberta Impallomeni

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Venezia71 Più o Meno: le pagelle del 5 settembre | L’ultimo giorno di cinema in Laguna FT

| venerdì 05 Settembre 2014 - 19:44
Venezia71 Più o Meno: le pagelle del 5 settembre | L’ultimo giorno di cinema in Laguna <u><b><font color=”#343A90”>FT</font></u></b>

Voto 9 a No One´s Child di Vuc Ršumović – Il primo vincitore ufficiale della 71a Mostra del Cinema di Venezia è il film selezionato dalla Settimana Internazionale della Critica. No One´s Child è una pellicola jugoslava che narra la vicenda di un bambino cresciuto insieme ai lupi sulle montagne della Bosnia, e mandato in un orfanotrofio di Belgrado per essere rieducato alla civiltà. Un bel film sull´amore e sul sentimento di appartenenza, basato su una storia vera.

Voto 8 ad Ashley Green e Alexandra Daddario – Le due attrici, interpreti del film fuori concorso Burying the ex, una divertente commedia horror, sono state le vere star del red carpet di ieri, brillando per bellezza a charme. Ashley Green, nota per la parte di Alice Cullen in Twilight, incanta con abito nero e champagne, mentre Alexandra Daddario, la Annabeth Chase di Percy Jackson e gli dei dell’Olimpo, è supersexy in abito viola trasparente.

 Voto 7,5 a The postman’s white nights di Andrej Končalovskij -­ Gli abitanti del lago Kanozero, in Russia, vivono un´esistenza separata dal mondo e legata alle loro antiche tradizioni. Solo il postino, che ogni giorno porta loro la posta, le pensioni e altri oggetti utili alla vita quotidiana, li lega alla realtà del mondo esterno. Il furto del motore della sua barca e il trasferimento della donna che ama in città lo spingeranno a rivalutare la propria esistenza. Un film tratto da una storia vera, girato nei luoghi originari e i cui attori interpretano se stessi. Questa indagine sulla vita russa e sul sentimento comunitario di queste persone è la cifra della pellicola di Končalovskij. Un film poetico e ben fatto, che però, per la sua natura contemplativa della vita non può; essere un film per tutti.

Voto 7 a Perez di Edoardo De Angelis ­- Un´altra bella pellicola italiana presentata fuori concorso alla Mostra del Cinema. Demetrio Perez, avvocato d´ufficio napoletano, è un uomo che da tempo ha smesso di prendere decisioni per la propria vita, pur conservando uno sguardo lucido sulla propria situazione. Il machiavellico camorrista Buglione, che lo sceglie come suo difensore, porterà Perez a cambiare il suo modo di ragionare. L´offerta del criminale è la promessa di cambiargli la vita, di dargli una seconda opportunità. In cambio Perez gli chiederà di incastrare Francesco Corvino, un altro delinquente che ha conquistato il cuore di sua figlia. Ottima l´interpretazione degli attori, tra i quali spicca il solito Zingaretti, ormai avvezzo a passare con facilità dalla fiction al cinema, e il simpatico Giampaolo Fabrizio, che interpreta l´amico di Demetrio Perez, il disilluso avvocato Merolla. Troppo eccessiva, invece, l´interpretazione di Massimo Gallo che, nel tentativo di allontanare volontariamente il personaggio di Buglione dal classico cliché del cattivo, lo rende poco credibile. Buona la fotografia, anche se il film, in generale, non entusiasma eccessivamente.

Voto 6 a Good Kill di Andrew Niccol­ – È l’ultimo film in concorso presentato quest’anno. Il tema, ovvero il programma militare che prevede l´uso dei droni in guerra, è particolarmente interessante. Ethan Hawke è un ex pilota dell’aereonautica americana che vive a Las Vegas, impiegato dall´esercito al pilotaggio dei droni nella guerra in Afghanistan. Finito il suo lungo e logorante orario di lavoro, può tornare tranquillamente a casa dalla moglie e dai figli. Il maggiore Egan, però, soffre della mancanza del volo e della vera azione in guerra, e la sua insofferenza aumenterà quando i servizi segreti chiederanno alla sua squadra di colpire degli obiettivi sensibili in operazioni che comportano anche l´uccisione di civili. Purtroppo, affrontando un simile argomento, è impossibile che il regista si trinceri, come ha fatto in conferenza stampa, dietro l´affermazione di un mancato schieramento. Sebben Niccol affermi di essersi limitato a raccontare cosa sono i droni e quale sia il loro impiego in guerra, lasciando allo spettatore ogni forma di pressa di posizione, purtroppo il film dà spesso l´impressione di essere un´estrema giustificazione dell´operato dei militari americani, che uccidono solo per evitare di essere a loro volta uccisi, e per eliminare ogni potenziale pericolo per la propria nazione. Il film che Niccol definisce “cauto” rischia invece di sollevare diverse polemiche per il suo impianto così spiccatamente manicheo. Non aiuta nemmeno la recitazione degli attori. Ethan Hawke è talmente introverso da risultare inespressivo per la maggior parte del film, mentre January Jones non mantiene le promesse date a pubblico con la splendida interpretazione di Mad Men.

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