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A Papa Francesco piace il mate argentino | Una preghiera e un appello per i malati di Ebola

di Maria Teresa Camarda

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A Papa Francesco piace il mate argentino | Una preghiera e un appello per i malati di Ebola

| mercoledì 24 Settembre 2014 - 11:05
A Papa Francesco piace il mate argentino | Una preghiera e un appello per i malati di Ebola

Sono oltre 30 mila i fedeli che oggi, nonostante la pioggia che cade su Roma, hanno accolto Papa Francesco all’udienza generale in piazza San Pietro. I fedeli hanno fatto sentire la loro vicinanza al Pontefice con grida di incitamento e canti, tanto da costringerlo, a bordo della papa mobile, a fare più di un passaggio tra la folla per salutare il maggior numero di pellegrini.

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Papa Francesco, nonostante le misure di sicurezza ai varchi che portano alla piazza siano state rafforzate, ha voluto restare più a lungo tra la folla e ha anche assaggiato un sorso di mate che gli ha offerto una donna proveniente dall’Argentina, sua terra di origine.

Il Papa ha chiesto un applauso per l’Albania ai 50 mila fedeli presenti all’udienza generale: “Vorrei che tutti noi oggi facessimo un saluto a questo popolo coraggioso, lavoratore, e che in pace cerca l’unità”.

“La forza della Chiesa non è data tanto dalle capacità organizzative o dalle strutture, che pure sono necessarie – ha detto Papa Bergoglio – ma la trova nell’amore di Cristo”. “La forza dell’amore di Cristo – spiega il Papa – ci sostiene nei momenti di difficoltà e ispira l’odierna azione apostolica, per offrire a tutti bontà e perdono, testimoniando così la misericordia di Dio”.

Papa Francesco non ha fatto mancare la sua preghiera per le popolazioni africane colpite dal morbo dell’Ebola. “Il mio pensiero va a quei Paesi dell’Africa che stanno soffrendo a causa dell’epidemia di ebola. – ha detto il Papa. – Sono vicino alle tante persone colpite da questa terribile malattia. Vi invito a pregare per loro e per quanti hanno perso così tragicamente la vita. Auspico che non venga meno il necessario aiuto della Comunità internazionale – ha quindi concluso il Pontefice – per alleviare le sofferenze di questi nostri fratelli e sorelle”.

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