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Messico, 28 cadaveri in una fossa comune | Arrestati 22 poliziotti: “Massacro di studenti”

Ventotto cadaveri in una fossa comune in Messico: la macabra scoperta in un fossato alle porte di Iguala ha un risvolto ancora più drammatico. I corpi sarebbero di alcuni studenti scomparsi dopo una manifestazione: un uomo, arrestato con l’accusa di aver partecipato alla strage, ha svelato che 17 dei 57 studenti scomparsi a seguito degli scontri con la polizia dello scorso 26 settembre sono stati uccisi proprio lì.

Gli inquirenti adesso dovranno confermare l’identità dei cadaveri, impresa piuttosto ardua dato che i corpi sono stati bruciati: per avere i risultati del test del Dna si dovrà aspettare almeno 2 settimane. “Finché l’identità dei cadaveri non sarà accertata continueremo le ricerche”, ha detto il procuratore dello Stato di Guerrero Inaki Blanko.

La scomparsa degli studenti risale al 26 settembre quando scoppiarono dei violenti scontri tra la polizia e i protestanti della scuola di Aytozinapa. Gli agenti spararono, uccidendo tre ragazzi e ferendone 25. Scomparvero 57 studenti: 14 sono stati ritrovati il 30 settembre, ma degli altri 43 non si è saputo più nulla. Fino a sabato, con la scoperta della fossa comune ha portato alla confessione dell’arrestato.

In relazioni agli scontri del 26 settembre e alla scomparsa degli studenti sono stati arrestati 22 poliziotti, più otto persone legate alla criminalità organizzata. Tre sospetti sono a piede libero: tra di loro anche il capo della polizia di Iguala

Alessia Bellomo

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Alessia Bellomo
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