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Manovra, braccio di ferro Governo-Regioni | Renzi: “Via gli sprechi”. La replica: “Offensivo”

“La manovra – varata mercoledì dal governo Renzi – è insostenibile per le Regioni a meno di non incidere sulla spesa sanitaria o compensare con nuove entrate”. Netta l’opinione del presidente della conferenza delle Regioni Sergio Chiamparino.

Il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, a Radio Anch’io non ha potuto escludere che le Regioni debbano imporre nuove tasse a seguito dei provvedimenti della manovra. È possibile, ha spiegato Padoan, che a fronte dei tagli previsti dalla Legge Stabilità le Regioni aumentino il prelievo fiscale, “ma accanto ad un prelievo c’è un a nuova destinazione delle risorse”, ha precisato.

Non si è fatta attendere la replica di Renzi che su Twitter ha scritto polemico: “Una manovra da 36 miliardi e le Regioni si lamentano di uno in più? Comincino dai loro sprechi anziché minacciare di alzare le tasse #noalibi”. Poi ha aggiunto: “Tagliare i servizi sanitari è inaccettabile. Non ci sono troppi manager o primari? è impossibile risparmiare su acquisti o consigli regionali? Infine ha aperto uno spiraglio: “Incontreremo i presidenti di regione. Ma non ci prendiamo in giro. Se vogliamo ridurre le tasse, tutti devono ridurre spese e pretese”.

Incontreremo i presidenti di regione. Ma non ci prendiamo in giro. Se vogliamo ridurre le tasse, tutti devono ridurre spese e pretese

— Matteo Renzi (@matteorenzi) 16 Ottobre 2014

 A Chiamparino le esternazioni del premier non sono piaciute affatto: “Considero offensive le parole di Renzi perché ognuno deve guardare ai suoi sprechi, e mi chiedo: nei ministeri forse non ce ne sono?”.

Secondo l’ex sindaco di Torino il provvedimento  “incrina il rapporto che dovrebbe essere di lealtà istituzionale e di pari dignità istituzionale tra enti dello Stato”. Messi in evidenza anche alcuni aspetti da salvare: “Riteniamo che vi possano essere margini per cercare di rendere le cose sostenibili”, ha aggiunto annunciando la richiesta al governo “di un incontro urgente per affrontare queste problematiche e per cercare una soluzione che consenta di rendere sostenibile a tutti una manovra che non può essere scaricata solo sulle Regioni”.

Chiamparino ha alzato i toni dichiarandosi categoricamente contrario all’aumento delle tasse: “Piuttosto che aumentare l’Irap lascio l’incarico: farlo significherebbe dare un colpo mortale all’economia. Nessuno di noi vuole” aumentare le imposte, “siamo consapevoli che il sistema paese ha bisogna del contrario”.

I sindacati sono sul piede di guerra e riducono la manovra a uno spot pubblicitario che costerà caro al Paese: “La televendita del Presidente del Consiglio è l’ultima prova dell’incapacità di cambiare”. Così Fp-Cgil, Cisl-Fp, Uil-Fpl e Uil-Pa sulla legge di Stabilità, denunciando “tagli lineari scellerati”, che “mettono in ginocchio i servizi pubblici”: “il risultato sarà un’altra ondata di tasse locali”. “Dal più giovane dei governi, la più vecchia delle politiche: chi non sa riorganizzare il welfare taglia i servizi pubblici”, sottolineano in un comunicato unitario i segretari generali dei sindacati della Pubblica Amministrazione. “Uno spot – hanno aggiunto –  che costerà carissimo agli italiani, un’operazione che scarica i costi della crisi economica soprattutto sugli enti locali – continuano i quattro sindacalisti – colpendo servizi ormai al collasso”.

Stefania Brusca

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Stefania Brusca
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