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Conte fa spesa a Palermo, Dybala è il sogno proibito. Si punta anche su Belotti per una nuova Italia

Non solo i club, anche la Nazionale di Antonio Conte comincia a muoversi sul mercato. E lo fa partendo da Palermo, residenza del nuovo principe rosanero: Paulo Dybala, il fenomeno argentino che più di tutti sta stupendo in questa povera, poverissima, Serie A. Non è un mistero, infatti, che il triplo passaporto della “Joya” (argentino, italiano e polacco) sembra avere convinto il ct azzurro a tentare un clamoroso abboccamento.

Un argentino con la maglia azzurra? Non sarebbe il primo e, continuando di questo passo, neanche l’ultimo. Da Sivori a Osvaldo, da Camoranesi a Paletta, da Demaria a Ledesma, la storia degli oriundi in Nazionale comincia da lontano. Perché pescare in casa altrui? La spiegazione è molto semplice e ce la dà Conte: “Non scopro l’acqua calda se dico che non avevamo grandi talenti in Brasile e continuiamo a non averne oggi: i giocatori sono sempre quelli, più o meno”.

“Ci sono azzurri che vanno in campo da titolari in Nazionale e non giocano nei loro club”. Giusta osservazione quella del ct, adesso bisogna subito correre ai ripari. A costo di elemosinare considerazione da chi, come Dybala, ha da poco varcato i cancelli del massimo campionato italiano. Oggi Conte e il team manager Lele Oriali faranno visita al centro sportivo del Palermo, il “Tenente Onorato” di Boccadifalco.

Il proposito del ct è quello di avere un vis-à-vis con il 21enne di Cordoba. Non ci sono contratti milionari da offrire, piuttosto una ribalta internazionale. Da leader, perchè in questa Nazionale Dybala sarebbe la punta di diamante, non neghiamolo. L’Argentina tace, sembra avere abbandonato uno dei suoi migliori talenti calcistici in circolazione (per lui due convocazioni nell’U17 e una nell’U 20). L’Italia è operativa, deve farlo se non vuole compiere altri passi verso il baratro.

In casa Palermo, però, i gioielli abbondano. Basti pensare ad Andrea Belotti, attaccante nel giro dell’U21 apprezzato da Conte già dai tempi della Juventus. Il Gallo è un altro talento cristallino, differente da Dybala per ruolo e competenze, ma pur sempre un patrimonio del nostro calcio che non deve e non può essere relegato ancora nella lista delle promesse.

Chi ha avuto modo di osservare da vicino Belotti, scommetterà ad occhi chiusi sull’avvenire di questo ragazzone bergamasco. Il piglio atletico, la lucidità, la fame ed il fiuto del gol da vero bomber ne fanno un elemento di sicuro affidamento. Sin da subito. Poco importa se in rosanero fa fatica a conquistarsi una maglia da titolare, si sa come vanno le cose nei club. Le gerarchie spesso le stabiliscono gli investimenti fatti, più che le reali doti dei singoli.

Credere nel rilancio azzurro significa credere che qualcosa possa davvero cambiare. Dybala e Belotti possono crescere anche in Nazionale, oltre che nei loro club. L’Italia sia una fucina di talenti e non una rappresentativa di chi già ha mostrato tutto a tutti. Poco a poco i frutti arriveranno, e la nostalgia dei vari Baggio, Del Piero, Maldini, Cannavaro e via dicendo, svanirà lentamente.

Emanuele Termini

Sono un giornalista nato con la passione per lo sport. Con il tempo e sotto l'occhio attento di maestri inflessibili, divento "onnivoro". Per Sì24 mi occupo di cronaca, di politica, di Palermo e del Palermo, squadra che seguo da vicino. Leggo e scrivo di tutto con una sola grande stella polare: la ricerca della verità.

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