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Il cervello dei bambini è più sensibile alle radiazioni emesse dagli apparecchi Wi-Fi

Il cervello dei bambini potrebbe essere più sensibile alle radiazioni emesse dagli apparecchi Wi-Fi: lo rivela un rapporto pubblicato sul Journal of Microscopy and Ultrastructure, nel quale viene spiegato che i loro tessuti assorbono più radiazioni di quelli degli adulti, suggerendo ai genitori di limitare l’esposizione dei propri figli al Wi-Fi.

Nel dettaglio, lo studio sostiene che la causa della maggiore sensibilità dei bambini risiede nella maggiore sottigliezza del loro cranio: le onde emesse dal Wi-Fi potrebbero infatti provocare la degenerazione della guaina mielinica protettiva che circonda i neuroni cerebrali.

I ricercatori sottolineano infatti che anche le stesse case produttrici di tablet e computer portatili suggeriscono di non superare la distanza minima dal corpo di 20 cm, raccomandando inoltre alle donna incinta di non portare addosso i telefoni cellulari.

“Stiamo assistendo a un aumento allarmante del numero di bambini con diagnosi di disturbi neurologici negli ultimi dieci anni – si legge nella ricerca – e tutto quello che possiamo fare per contribuire a ridurre questo tasso dovrebbe essere preso molto sul serio”.

Il discorso è però controverso in quanto non sono mai stati effettuati studio che verifichino l’effettiva dannosità delle radiazioni emesse dalla Wi-Fi. La Health Protection Agency, secondo gli ultimi dati, ha rivelato che i segnali radio emessi dai dispositivi hanno una potenza molto bassa: stare seduti vicino a un dispositivo Wi-Fi per un anno intero, equivale infatti a ricevere la stessa quantità di ode radio di una chiamata di 20 minuti al telefonino.

Fabrizio Messina

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Tags: bambiniJournal of Microscopy and Ultrastructureradiazioni wifiwifi bambini