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Yemen, il personale Usa abbandona il Paese | Sempre più accesi gli scontri con gli sciiti

È sempre più critica la situazione nello Yemen a poche ore dai sanguinosi attentati di Sanaa che hanno causato l’uccisione di oltre 140 persone. E gli Stati Uniti hanno deciso di evacuare il personale ancora presente nello Yemen.

La decisione è stata presa dal Dipartimento di Stato. Nel Paese la tensione è altissima ed è ormai scontro frontale tra miliziani sciiti filo-iraniani e le forze lealiste del contestato presidente Abed Rabbo Mansur Hadi, formalmente sostenuto da Stati Uniti e Arabia Saudita.

Il Consiglio di sicurezza dell’Onu si riunirà nel pomeriggio per fare il punto sulla critica situazione in Yemen.

Intanto i miliziani sciiti Huthi hanno ricevuto 185 tonnellate di armi da una nave iraniana attraccata nel porto di Salif sul Mar Rosso, mentre le forze lealiste si fanno più strette attorno alla sempre più traballante autorità del presidente Abed Rabbo Mansur Hadi. Quest’ultimo ha interrotto il lungo silenzio e, rivolgendosi alle vittime del quadruplice attentato suicida compiuto contro due moschee sciite di Sanaa e nel quale sono morte oltre 140 persone, ha definito gli Huthi “estremisti” alla stregua dei qaedisti. “Entrambi vogliono dividere il Paese e non vogliono il bene degli yemeniti”, ha detto il presidente, che ha anche accusato i miliziani sciiti di aver compiuto “un golpe contro la legittimità costituzionale”.

Redazione

Si24 è un quotidiano online di cronaca, analisi, opinione e approfondimento, fondato nel 2013 e con sede a Palermo. Il direttore responsabile ed editore è Maria Pia Ferlazzo.

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