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Mafia, sigilli della Dia ai beni di un imprenditore | È ritenuto vicino alla ‘famiglia’ di Mistretta

La Dia di Messina, con il coordinamento del Centro operativo di Catania, ha sequestrato a Caronia attività imprenditoriali riconducibili a Giuseppe Lo Re, un imprenditore indicato come vicino alla ‘famiglia’ mafiosa di Mistretta. I beni ai quali sono stati posti i sigilli hanno un valore stimato in 1,5 milioni di euro.

Il provvedimento è stato emesso dalla sezione misure di prevenzione del Tribunale di Messina, presieduta da Nunzio Trovato, a conclusione di indagini della Dia di Messina, delegata da procuratore Guido Lo Forte e dai sostituti Vito Di Giorgio e Angelo Cavallo.

L’imprenditore Lo Re è ritenuto strettamente legato alla ‘famiglia’ mafiosa di Mistretta, il cui elemento apicale è stato, Sebastiano Rampulla, deceduto nel 2010. Nell’ambito dell’operazione ‘Barbarossa’, Lo Re, in qualità di presunto esponente con ruoli direttivi nell’associazione mafiosa collegata a Cosa nostra palermitana, è stato condannato, in primo grado, a 8 anni e 4 mesi reclusione. La pena, il 18 luglio 2013, in secondo grado è stata rideterminata in 7 anni.

L’imprenditore, del cui ruolo parlano anche i collaboratori di giustizia Santo Lenzo e Carmelo Bisognano, è stato coinvolto in più procedimenti penali. Nell’ambito dell’operazione ‘Dolce Vita’ è stato anche destinatario di un provvedimento di custodia cautelare in carcere,insieme ad altri 13 indagati, per associazione per delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione. Il sequestro ha interessato tre aziende, sette unità immobiliari a Caronia, sei automezzi e vari rapporti finanziari. 

Redazione

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