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“Squadra Mobile”, il ritorno del commissario Ardenzi | I protagonisti: “Non chiamatelo spin-off” /FOTO

Non chiamatelo spin-off. La Taodue prosegue il suo impegno ormai quasi ventennale, rinnovando il genere del poliziesco, iniziato con la fortunata serie “Distretto di polizia”, lanciando la nuova fiction che per otto lunedì andrà in onda su Canale 5, “Squadra Mobile”.

Protagonista della serie è Giorgio Tirabassi che torna a vestire i panni del vice questore Roberto Ardenzi, lasciato quasi 15 anni fa al X Tuscolano. Ma, non chiamatelo spin-off, appunto. “La serie è diversa, non può essere fatto il paragone”, ci tiene a sottolineare Giorgio Grignaffini, direttore editoriale di Taodue durante la conferenza stampa di presentazione della fiction.

Chi quindi spera di trovare collegamenti con “Distretto di polizia” potrebbe rimanere deluso: Ardenzi, dopo essere stato anche alla Dia di Palermo, adesso è alla Squadra Mobile di Roma alle prese con nuovi casi e nuovi, interessanti, personaggi.

“È stato come rimettersi un paio di scarpe vecchie con cui per anni sei stato comodo”, ha detto Tirabassi parlando del suo personaggio. “La serie è diversa ma il pubblico potrà ritrovare sempre le stesse caratteristiche di Ardenzi”.

Un poliziotto buono, onesto, sempre in prima linea che deve dividersi tra il suo impegno così ingombrate e la sua famiglia: sua figlia Mauretta – che nel frattempo è cresciuta, vive un amore e studia psicologia all’università – vorrebbe che lui fosse più presente. Già nella prima puntata sarà evidente ai telespettatori come il loro rapporto si sia evoluto e sia cambiato, e come la ragazza abbia nuove esigenze in merito al rapporto con il padre.

Ma il pubblico sin dai primi minuti della serie scoprirà anche un rapporto molto particolare, ovvero quello tra Ardenzi e Claudio Sabatini, capo della narcotici, interpretato da Daniele Liotti. “È una mela marcia, un ‘villano’, un antieroe, il cattivo”, racconta l’attore in conferenza stampa. Un personaggio che sin da subito mostra il suo lato oscuro ma che nel corso della fiction mostrerà molto di sé: “Ha un’inquietudine di fondo, una fragilità e una paura che lo accompagnerà nella sua discesa negli inferi”.

Un personaggio con due facce, amico e collega fidato di Ardenzi, ma anche poliziotto corrotto che ama la cocaina. Ma il rapporto tra i due come si evolverà? Per Ardenzi sarà un’altra brutta botta da digerire dopo la morte di Mauro Belli? Gli attori non si sono sbilanciati ma dalle loro parole sembra che non le cose non si debbano chiarire del tutto nella prima serie

> PERCHÉ GUARDARE LA SERIE? LE PAROLE DEI PROTAGONISTI

Una cosa però è certa. Se per Tirabassi è stato un piacevole ritorno, per Liotti una importante novità: “Avevo voglia di fare il cattivo, non lo avevo mai fatto. È stato divertente mostrare le tante sfaccettature del mio personaggio, anche se c’era il rischio di cadere negli stereotipi”. E che cattivo, Claudio Sabatini. Nella prima puntata non si farà mancare droga, spaccio e persino un omicidio…

Insomma ci sono tutti i presupposti per un’ottima serie che viaggia su due piani: il primo quello dei singoli casi trattati, un filo diretto con la cronaca di tutti i giorni, dallo stalking alle molestie, dal cyberbullismo al razzismo, affrontati in un’ottica nuova: in primo piano viene messo il lato umano delle vittime, senza per forza concentrarsi sul colpevole di turno. Dall’altro il rapporto dei vari personaggi della serie, fortemente caratterizzati, ognuno alle prese con i propri demoni.

Protagonista indiscussa della fiction è Roma: la Capitale è lo sfondo del racconto, in un contrasto continuo tra la bellezza dei luoghi e le violenze e le miserie che ogni giorno i poliziotti devono affrontare. “Quanto è bella Roma” è in assoluto la prima battuta di Ardenzi.

Insomma una serie da non perdere. E complimenti alla produzioni per la sigla: finalmente qualcosa di nuovo!

Azzurra Sichera

Chi mi conosce ha smesso di comprarmi pigiami e mi regala libri; detesto avere gli occhiali sempre sporchi; soffro di dipendenza da carboidrati; amo e odio la mia città, Palermo, così come non sopporto gli stereotipi sulla Sicilia e i siciliani; la prima cosa che faccio quando inizio un libro è leggere i ringraziamenti; amo le tazze e colleziono "L'apologia di Socrate" di Platone in tutte le lingue.

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