Cala la scure del Pd sulla minoranza Dem | In 10 via dalla commissione Affari istituzionali

di Redazione

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Cala la scure del Pd sulla minoranza Dem | In 10 via dalla commissione Affari istituzionali

| lunedì 20 Aprile 2015 - 16:08
Cala la scure del Pd sulla minoranza Dem | In 10 via dalla commissione Affari istituzionali

L’opposizione interna del Pd denuncia una sorta di ‘pulizia etnica‘ nei confronti della minoranza. Il parlamentare Andrea Giorgis ha annunciato che dieci deputati dem in commissione Affari Costituzionali, per le votazioni sulla legge elettorale, saranno ‘tutti sostituiti’ dall’ufficio di presidenza del gruppo: “Abbiamo comunicato che non intendiamo votare né i singoli articoli né il mandato al relatore. Ci è stato detto che saremo sostituiti. Verremo sostituiti d’imperio – osserva – perché nessuno ha chiesto di essere sostituito. Siamo nove sicuri: io, Alfredo D’Attorre, Marilena Fabbri, Roberta Agostini, Enzo Lattuca, Gianni Cuperlo, Pier Luigi Bersani, Barbara Pollastrini, Rosy Bindi. E forse Giuseppe Lauricella. Ci sono già state le telefonate”.

La sostituzione dei membri della minoranza Pd in Commissione Affari Costituzionali in vista dell’Italicum è ‘un fatto grave’, secondo Stefano Fassina. Si tratta ‘della conseguenza dell’indisponibilità da parte del presidente del Consiglio a riconoscere le correzioni necessarie affinché il pacchetto Italicum-revisione del Senato non porti a un presidenzialismo di fatto senza contrappesi e quindi a una pericolosa regressione della nostra democrazia’.

Sono 135 gli emendamenti alla legge elettorale presentati in commissione Affari costituzionali alla Camera. Lo si apprende da fonti parlamentari, secondo le quali sarebbero 11 le proposte di modifica firmate dal Pd.

Sulle votazioni grava l’incognita del voto di fiducia, che segnerebbe la frattura definitiva tra le due anime del Pd. “Vedremo al momento della discussione parlamentare, ha detto il presidente del consiglio, Matteo Renzi. Gianni Cuperlo, però, avvisa il premier: “Ricorrere alla fiducia sull’Italicum sarebbe uno strappo serio che metterebbe seriamente a rischio la prosecuzione della legislatura, perché susciterebbe una reazione molto severa in tutte le opposizioni”.

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