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Dalla Serie A alla Serie B, cambia poco: la violenza ultrà continua a infangare il calcio italiano. A quasi un’ora di distanza dal fischio finale di Brescia-Vicenza, incontro terminato con il risultato di 3-0 in favore dei padroni di casa, una trentina di tifosi bresciani ha aggredito diversi pullman di tifosi ospiti che stavano lasciando lo stadio Rigamonti.

Dopo essersi nascosti in una scarpata alle spalle della tangenziale ovest, gli esagitati hanno cominciato a lanciare sassi e bastoni contro alcuni bus. La polizia è intervenuta tempestivamente tentando di fermare l’agguato dei tifosi biancoazzurri. Al termine degli scontri, le forze dell’ordine hanno arrestato un ultrà del Brescia. Cinque minorenni sono stati accompagnati in questura poichè colti flagranza di reato ed altre cinque persone sono state denunciate.

Ci sono anche dei feriti, due per la precisione: un agente della Digos di Brescia ed un ragazzino di soli 12 anni che si trovava a bordo di uno dei pullman oggetto di aggressione. Il giovane è rimasto colpito ad un occhio dalle schegge di un vetro andato in frantumi. Il dirigente del Brescia, Rinaldo Sagramola, nella notte ha fatto visita al tifoso vicentino che nel frattempo era stato trasportato in ospedale.

In mattinata il piccolo di Montecchio Maggiore (Vicenza) ha fatto ritorno a casa. A darne notizia è stato Antonio Dalla Pozza, assessore del Comune di Vicenza, che si trovava a bordo di uno dei mezzi colpiti: “È stato un agguato vile e studiato nei dettagli – spiega Dalla Pozza all’Ansa – visto che il gruppo dei pullman è stato preso d’assalto, nella tangenziale tra lo stadio e il casello autostradale all’altezza di una rotatoria, proprio nel momento in cui erano costretti a rallentare”.

“Non c’è dubbio che l’obiettivo era di cercare lo scontro fisico, ma sono stati bravi gli autisti, nonostante i parabrezza rotti, a non fermarsi e a proseguire la corsa. Alla fine ben cinque pullman hanno riportato danni ingenti. Sono un vecchio tifoso del Vicenza, di quelli che da ragazzo frequentava la curva sud – racconta il politico vicentino – e ricordo che da sempre la trasferta di Brescia rappresenta un potenziale pericolo. In pullman credevo di essere più sicuro”.